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IL CASOAttesa per la visita?Il record è mio!nGentile direttore,ho letto che all'Ospedale di Voghera corrono cento giorni di attesa per visite specialistiche. Ho prenotato una visita oculistica al San Matteo di Pavia. MI hanno assegnato la data del 24 gennaio 2018! A spanne conto circa 270 giorni: altro che 100. La mia maculopatia può aspettare... Evviva! Ho battuto il record alla grande!Lettera firmataPaviaPAVIA"Inga la rompi"e i nuovi parcheggin"Un giorno senza sorriso è un giorno perso". Cara Provincia, chiedo aiuto a te - dopo aver cercato consolazione nelle parole di Chaplin -, sorrido e decido di non lanciare uova marce a nessuno! Dunque, il Comune vuole scavare per fare un parcheggio in onore di Garibaldi e Poma scaverebbe nel Giardino Malaspina! Sanno esattamente cosa verrà trovato e distrutto ? Chi hanno consultato? Non voglio far andare di traverso il pranzo di festa a parenti e amici archeologi, lascio a te il compito di "rompere". "Inga la Rompi" ha perso denti e grinta, ho passato gli 80 da un po'. Ricordo con rimpianto Ticinello, ora parcheggio sottoutilizzato (non "utilizzato sotto", nb), mezzo secolo fa Osservatorio di Roditori molto amato da me e figli, evidentemente troppo lontano dal centro città. Non mi rivolgo ai funzionari negli uffici, con il mio accento e le mie domande "merito" delle risposte impertinenti! Eternamente brontolando, amo Pavia! Inga Kristina AnderssonPaviaGAMBOLÒIl banchettonegato all'AnpinGentile redazione,appare francamente incredibile la notizia apparsa sulla Provincia Pavese che il commissario prefettizio abbia proibito un banchetto all'Anpi in occasione della manifestazione del 25 Aprile. Il commissario si trincera dietro il solito schermo burocratico di autorizzazioni per negare il banchetto. Sembra, e temo che sia proprio così, che le sfugga completamente il nesso tra la festa delle Liberazione e l'Anpi che della memoria della lotta di liberazione ne è la custode. Sembra la stessa logica perversa che ha portato la prefetta alle scelte scellerate del 5 Novembre a Pavia di autorizzare il corteo fascista e di caricare gli antifascisti.Nell'articolo si paventano contestazioni dall'"estrema sinistra".La ridicola espressione già denota la volonta di ghettizzare chi è in disaccordo con la scelta del commissario: l'eterna teoria degli opposti estremismi con le istituzioni a presidiare saldamente il centro. Auspichiamo che contestazioni vengano numerose da tutti gli antifascisti senza eccezione.Paolo Walter CattaneoPaviaIL DIBATTITORiflessione pasqualesull'eutanasianDavide Trentini, 53 anni e malato di sclerosi multipla da 26, ha scelto consapevolmente e liberamente l'eutanasia per porre fine alle sue sofferenze, a una vita divenuta insopportabile. Ma per poter concretizzare tale scelta Davide ha dovuto espatriare, andare in Svizzera, perché la legislazione italiana non consente in alcun caso l'eutanasia.La causa di una legislazione siffatta discende dalla morale prevalente (giusta o sbagliata che sia) del popolo italiano, discendente a sua volta dalla posizione della Chiesa di Roma, contraria ad acconsentire sul piano civile la scelta per l'eutanasia (pur criticabile sul piano religioso). E, ora che alla guida della Chiesa c'è Francesco, un papa per tanti aspetti diverso dai suoi predecessori, perché proprio la Chiesa non cambia posizione su tale tema? Una Chiesa che accettasse, senza porre ostacoli e senza lanciare anatemi, una legge civile che consenta ai tanti Davide di scegliere tra la vita e la morte non si troverebbe in contraddizione con se stessa, anzi, salvaguarderebbe il libero arbitrio, principio finora più enunciato che concretamente perseguito. Solo in presenza di tale libertà la Chiesa potrebbe adempiere appieno al suo dovere, ovvero convincere (e non imporre) il suo popolo (gregge mi pare offensivo) verso scelte coerenti con quanto previsto dalla religione cattolica (nel caso in questione, la scelta della vita fino al suo naturale epilogo). Inoltre, una presa di posizione del genere porrebbe oggettivamente tale Chiesa in una posizione avanzata (un vero salto di qualità sul piano del rispetto delle libertà civili) nei confronti di corrispondenti istituzioni di altre religioni, che, più o meno manifestamente, condizionano il potere civile di turno affinché legiferi secondo precetti religiosi. Siamo nei giorni della Pasqua: mi auguro che tra tante riflessioni ci sia spazio anche per quella sulla morte di Davide. Franco CastagnolaRobecco Pavese