Senza Titolo
nn Una gigantesca montagna di spazzatura si è abbattuta sulla baraccopoli alla periferia di Colombo nello Sri Lanka, causando il crollo di decine di abitazioni e la morte di almeno 19 persone, tra cui 4 bambini. È avvenuto nel quartiere di Meethotamulla, dove le autorità della capitale hanno aperto una discarica cresciuta vertiginosamente e arrivata ad un'altezza di un centinaio di metri.di Andrea ScutellàwROMAÈ il momento del silenzio nel Ferrarese sconvolto dalla caccia al killer di Budrio, ancora latitante. Lungo, lunghissimo, quello che ha accolto la salma di Valerio Verri nella chiesa di Ospital Monacale, frazione di Argenta, dove era presente anche il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti, per rendere omaggio ad una delle guardie ecologiche volontarie più anziane di tutta la provincia. «Un cittadino con un impegno civile molto forte», ha detto il ministro. «Gli siamo tutti riconoscenti, ha operato sempre nel settore dell'ambiente e penso che questo sia il modo migliore per ricordarlo questa mattina insieme alla sua famiglia».Verri è stato ucciso dallo stesso uomo che ha ucciso Davide Fabbri, barista di Budrio, freddato con un colpo in petto. Secondo le evidenze raccolte dagli inquirenti e analizzate dal Ris di Parma il sangue e le impronte trovate sulla scena del secondo delitto, sono compatibili con quelle rinvenute sul Fiorino abbandonato dall'assassino, dopo l'omicidio di Verri. Ucciso durante un controllo anti-bracconaggio di routine nelle Valli del Mezzano, eseguito in coppia con l'agente Marco Ravaglia, a cui il killer ha sfilato la pistola, ferendolo con tre colpi. L'assassino sarebbe un uomo dalle mille identità, passato alle cronache come Igor Vaclavic "il russo", in realtà Norbert Feher (Ezechiele Norberto Feher su Facebook), serbo, su cui pendeva già un mandato di cattura internazionale da parte delle autorità del Paese della ex Jugoslavia. I proiettili della pistola (9x21) con cui Feher avrebbe ucciso Davide Fabbri sono compatibili con quelli della Smith&Wesson sottratta ad una guardia giurata (ed ex carabiniere) il 30 marzo, la notte precedente al delitto di Budrio. «Mi ha sparato subito senza dire niente - ha detto l'uomo della sicurezza alla Nuova Ferrara -. È spuntato da dietro una siepe. Mi ha ferito con due pallini (sparati da un fucile da caccia, ndr) al collo. Stavo per reagire, ma mi ha detto: "Non ti muovere e butta l'arma in terra". Avevo la faccia in terra, ma con la coda dell'occhio ho visto una tuta mimetica e ho sentito un accento dell'Est. Ha parlato al telefono con un'altra persona e gli ha detto: "Ho preso la pistola"». Poi, la beffa: l'uomo ha riferito di aver dovuto ricomprare l'arma, necessaria per svolgere il mestiere, di tasca sua «perché l'assicurazione non la copriva».Forze dell'ordine, militari, reparti speciali. Sono quasi mille gli uomini che danno la caccia a Igor/Norbert, russo o serbo che sia, in un'area di 40 chilometri tra Campotto (Ferrara) e Marmorta (Bologna). Si pensa che l'uomo abbia una conoscenza approfondita del territorio: zona di "caccia" per lui, insieme alla banda di rapinatori con cui si è accompagnato per diverso tempo. «Deponi le armi e costituisciti», gli ha intimato monsignor Massimo Manservisi, vicario del vescovo di Ferrara, durante il funerale di Valerio Verri. «Deve avere il coraggio di riconoscere ciò che ha fatto», ha concluso, apostrofando l'uomo descritto da alcuni ex compagni di cella come «molto religioso».©RIPRODUZIONE RISERVATA