Vandali contro la protesta in risaia

SAN MARTINOStracciato lo striscione «No dazio» messo da alcuni agricoltori per protestare contro l'importazione di riso. Un'importazione che, sostengono, sta mettendo in ginocchio i coltivatori e parte dell'economia del territorio. A posizionare lo striscione sul proprio terreno, in località Cascina Cassinetta, erano stati Lorenza Costa Barbè e il figlio Alberto Caratto che lo hanno ritrovato strappato e ridotto a pezzetti, mentre i pali che lo sostenevano, ben piantati nel campo, erano stati divelti e gettati nel fosso. «Un atto vandalico assurdo e incomprensibile», commenta Lorenza, mentre la sorella Stefania dice: «Lo striscione verrà rimesso, perché l'obiettivo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica su un problema reale. Si tratta di fermare le folli importazioni di riso, più del 400 per cento, lavorato e non lavorato negli ultimi due anni, a livello europeo. Noi europei siamo obbligati a prendere cibo da Paesi svantaggiati come Cambogia e Vietnam. Prodotti che costano molto meno, una concorrenza contro cui si fatica a competere. Ma ci chiediamo che fitofarmaci usino, in che quantità e quali ripercussioni possano avere sulla nostra salute. Per questo è nato il gruppo No dazio che mette insieme coltivatori delle province di Pavia, Vercelli, Novara e Milano. (st.pr.)