Morì per la trasfusione, causa alla Regione

di Maria FiorewPAVIAUna trasfusione con sangue infetto nel 1985 fu, secondo la famiglia, la sua condanna. Fu in quell'occasione che l'uomo contrasse il virus dell'epatite C: una malattia diagnosticata solo anni più tardi, rispetto alla trasfusione, e poi degenerata in cirrosi e in un tumore del fegato. Il paziente è morto ad aprile 2010, all'età di 43 anni, e la famiglia ha avviato un braccio di ferro per il risarcimento con Regione Lombardia e con l'ex Usl di Vigevano (nell'ospedale di quella città l'uomo ricevette la trasfusione). La Regione (rappresentata dall'avvocato Stefano Negri) e l'ex Usl (rappresentata dall'avvocato Mauro Casarini) hanno a loro volta tirato in ballo le assicurazioni (avvocati Maurizio Orlando e Salvatore Picci). Anche se fino al 1990 l'epatite C non era ancora diagnosticabile con test obbligatori, per la famiglia ci sarebbe stata comunque una responsabilità dell'ospedale e dello Stato nel mancato controllo del sangue. L'udienza della causa civile in tribunale a Pavia si è svolta l'altro ieri e il giudice Luigi Pirola, per dirimere la questione, ha disposto una consulenza che dovrà, per prima cosa, stabilire il nesso di causa tra la morte del paziente e la trasfusione. In secondo luogo dovrà essere verificata la legittimità della richiesta di risarcimento alla Regione Lombardia e all'Usl: una pronuncia della Corte di appello di Roma di pochissimi giorni fa affiderebbe infatti la responsabilità della vigilanza sul sangue al ministero della Salute. Sulla causa intentata nel Lazio da centina di emotrasfusi contagiati da virus dell'epatite C e dell'Hiv, il ministero aveva fatto ricorso ritenendo che, essendo il danno legato a diverse trasfusioni, la responsabilità doveva essere attribuita alle singole Regioni, ma i giudici hanno ritenuto diversamente. Sulla responsabilità di ospedale e regione Lombardia non hanno però dubbi la moglie e la figlia minorenne del paziente (rappresentati dagli avvocati Colli, Grassi e Pogliani). Il loro caro restò coinvolto in un incidente in moto nel febbraio 1985 nella zona di Vigevano e, ricoverato in ospedale, ebbe bisogno di diverse trasfusioni. Si salvò, ma nel gennaio 2006 gli fu diagnosticata l'epatite C. Sotto accusa finirono proprio le trasfusioni fatte durante l'intervento in ospedale, quando però i test non erano ancora obbligatori. Peraltro, il virus fu identificato solo nel 1988. Fatto sta che per la famiglia fu una doccia fredda: a distanza di quattro anni dalla diagnosi l'uomo morì per la degenerazione della malattia. @mariafiore3©RIPRODUZIONE RISERVATA