In 31 anni 29 titoli spendendo oltre un miliardo
MILANO Una storia tutta da raccontare i 31 anni di Milan targati Sivio Berlusconi, che il 20 febbraio 1986 rilevò da Giussy Farina la società sull'orlo dal fallimento. Si parlò di ingerenze politiche, di scippo al petroliere Dino Armani che avrebbe offerto più dei 15 miliardi di Berlusconi. «Una questione di cuore» ha sempre detto il Cavaliere che in 30 anni ha speso per il Milan oltre un miliardo di euro e vinto 29 trofei. Diventa presidente il 24 marzo '86, accantona l'icona Rivera, organizza il club come le sue aziende. E poi vince. Non mancheranno momenti drammatici, la notte di Marsiglia, la finale di Istanbul, fino a Calciopoli. Fra quelli gloriosi, il primo scudetto in rimonta sul Napoli nell'88, nel 1989 la Coppa Intercontinentale a Tokyo, la coppa dei Campioni vinta nel '94 sul Barcellona o la finale di Champions con la Juventus nel 2003. Come allenatore sceglie Arrigo Sacchi (1987-91) dalla B e l'intuizione paga, come la promozione alla panchina di Capello, fra il '91 e il '96, mentre il patron scende in politica affidando il club all'ad Galliani. Da Palazzo Chigi "silura" il ct azzurro Zoff nel 2000 e nel 2001 licenzia dal Milan Zaccheroni che nel '98 vince lo scudetto ma sfida il dogma della difesa a quattro e diventa il terzo dei 4 esonerati nei primi 15 anni dell'era Silvio (dopo Liedholm e Tabarez, prima di Terim). Ancelotti (2001-09) vince tutto col 4-3-2-1 e se ne va quando Berlusconi gli dà le colpe del campionato perso. Dopo un anno lascia anche Leonardo, per «incompatibilità» col n.1 rossonero. Allegri (scudetto 2011 e Supercoppa italiana 2012) è il primo dei tre esonerati dal 2014, oltre a Seedorf e Inzaghi. Il feeling è scarso con Mihajlovic e Montella, l'ultimo a vincere un titolo: Supercoppa italiana contro la Juve. Ma non è più il Milan delle spese folli (i 64 mld di lire per Lentini nel '92 o i 31 mln di euro per Nesta nel 2002), dei capitani Baresi e Maldini, e dei palloni d'oro, da Van Basten a Weah, da Papin a Baggio, da Shevchenko a Ronaldinho. L'ultimo pallone d'oro rossonero è Kakà, la sua cessione nel 2009 è la svolta: partono Ibra e Thiago Silva, mentre la società gioca al risparmio. Poi inizia la ricerca di soci, soprattutto a Oriente. Fino alla cessione.