Senza Titolo

MILANO Dieci nuovi accordi con partner internazionali per ampliare l'offerta con nuovi film, serie tv, documentari, news, contenuti per bambini: arriva in tutta Italia Vodafone Tv, la piattaforma che permette di avere la tv tradizionale, i contenuti on demand e la internet tv. Tra i partner spiccano la 20th Century Fox, Bbc Worldwide, National, Sony Picture Television. «L'obiettivo è quello di offrire alle famiglie italiane, attraverso la connessione in fibra, il meglio dei contenuti disponibili oggi - ha spiegato il responsabile Marketing consumer di Vodafone Italia, Quang Ngo Dinh -. Attraverso Vodafone Tv vogliamo fare accedere ai contenuti premium anche famiglie che oggi non hanno la possibilità di farlo o perché troppo costoso o perché troppo complesso». Secondo i dati di Vodafone Tv sono circa 70-80% le famiglie italiane che non hanno accesso a contenuti premium, «e molte desiderano accedere a contenuti migliori, senza pubblicità, di qualità più alta». Su Vodafone tv si potranno guardare, grazie alla partnership con Now tv, serie di successo come House of cards, The Young Pope, Gomorra, e con Chili tv ci saranno a disposizione 14 film tra cui quattro prime visioni. di Andrea Di StefanowROMAL'Italia non è una bomba ad orologeria ma c'è bisogno di una bad bank e le norme sul bail-in sono errate. Il governatore di Bankitalia Ignazio Visco è molto netto: «La bad bank è quello che serve. Lo credevo nel 2014 quando l'ho proposto, ma nella discussione c'è stata la Commissione che ha detto che non era possibile con il sostegno pubblico». In audizione all'Europarlamento, il numero uno di Palazzo Koch ha spiegato che la bad bank «deve avere un disegno europeo ma non oneri distribuiti su tutti» i Paesi lanciando un messaggio rassicurante nei confronti dei Paesi nordici che temono che le sofferenze possano essere un costo per tutta l'area euro. La Banca d'Italia "non era a Bruxelles", dove è stata presa la decisione di istituire il bail-in, ma «noi avevamo messo per iscritto nel 2013 non la critica ma le considerazioni su come potesse essere più efficiente». Sulle sofferenze Visco ha ribadito che «non si può parlare di una bomba a orologeria per qualcosa che vale meno dell'1% del Pil del paese. Abbiamo un complesso di sofferenze di circa 80 miliardi ma stanno per la maggior in banche grandi, Intesa, Unicredit, Ubi e per una parte più piccola in quelle in difficoltà come Mps, le venete, dove abbiamo un complesso di sofferenze di 20 miliardi», ha spiegato il governatore che si è detto "fiducioso" nel successo dell'operazione di ricapitalizzazione precauzionale di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. «Le banche venete sono in grave difficoltà per una serie di comportamenti che si sono aggiunti alla crisi macro-economica» che ha attraversato la regione Veneto, ha spiegato Visco, «e che nel caso di Bpvi si sono accompagnati a comportamenti indubbiamente fraudolenti. Queste banche possono costituire un rischio sistemico», ha detto Visco, sottolineando che la ricapitalizzazione precauzionale servirà «a far fronte allo stock di crediti deteriorati». Il governatore di Bankitalia ha riconosciuto la necessità di ricorrere al "burden sharing" (la condivisione degli oneri da parte degli investitori privati in caso di salvataggio pubblico), che dovrebbe ammontare a «un miliardo di obbligazioni subordinate e che andrà a ridurre l'intervento pubblico». Visco ha sottolineato che per il successo dell'operazione è «molto importante il ruolo delle autorità europee». Ma sulle banche italiane si è aperto un nuovo fronte: l'Antitrust ha avviato tre procedimenti istruttori per presunte pratiche commerciali scorrette nei confronti di Banca nazionale del lavoro, Intesa Sanpaolo e UniCredit. I procedimenti sono volti ad accertare se le tre banche abbiano posto in essere condotte in violazione del Codice del Consumo in relazione alla pratica dell'anatocismo bancario (il calcolo degli interessi sugli interessi). In particolare, spiega l'authority, «fino all'entrata in vigore dell'articolo che ha ribadito il divieto di anatocismo salvo autorizzazione preventiva del cliente, tali banche avrebbero continuato ad applicare l'anatocismo bancario, nonostante il divieto contenuto nella legge di stabilità 2014. Dopo la riforma operata nel corso del 2016, i tre istituti bancari avrebbero adottato modalità aggressive per indurre i propri clienti consumatori a dare l'autorizzazione all'addebito».©RIPRODUZIONE RISERVATA