Auto aziendale, M5S interroga Girelli
PAVIADopo l'attacco - rintuzzato da Maroni - del leghista Angelo Ciocca, il presidente del Policlinico San Matteo, Giorgio Girelli, torna nel mirino della politica, questa volta da parte del Movimento 5 Stelle. E questa volta oggetto dell'iniziativa politica su Girelli non è il suo ruolo di "presidente tecnico", incaricato di sanare i conti disastrati del San Matteo (i famosi 50 milioni di "rosso"), come nel caso di Ciocca, che invocava a risanamento avviato un "presidente politico". L'attenzione del Movimento 5 Stelle è invece su un apparente dettaglio, l'utilizzo della macchina di servizio con autista da parte di Girelli. Il quale, va detto, sin dal giorno del suo insediamento aveva rinunciato - rispetto alla prassi dei suoi predecessori - sia all'auto sia all' autista. Il caso è stato reso noto dallo stesso Girelli, che vi ha accennato nel corso di un convegno con la Cgil, organizzato venerdì scorso al collegio Ghislieri. E l'accenno alla questione non è passato ovviamente inosservato.Dunque i tre consiglieri regionale pentastellati, sulla base di un articolo del regolamento generale del consiglio regionale, hanno invitato il presidente Girelli a fornire «tutte le fatture di Telepass e ogni altra documentazione contenente i dati relativi alle spese autostradali, alle destinazioni e agli spostamenti effettuati, da gennaio 2016 ad oggi (...) mediante autoveicoli aziendali».Insomma, il M5S, vuole verificare carte alla mano se Girelli ha utilizzato in modo corretto la macchina di servizio. Chi o cosa abbia innescato questo interesse, ovviamente, non è dato sapere. La risposta è stata consegnata ai consiglieri del M5S e al consiglio regionale nei giorni scorsi, a firma del presidente e del direttore sanitario Nunzio Del Sorbo. Ed è una risposta (con allegate le fatture Telepass dei tragitti autostradali) interessante per valutare un nuovo corso nella gestione del Policlinico. Innanzitutto la questione dell'auto di servizio. Girelli ribadisce che fin dal momento del suo insediamento ha rinunciato all'auto di servizio con autista per i suoi spostamenti, a differenza di quanto avveniva negli anni precedenti. Vettura e autista sono stati infatti messi a disposizione delle esigenze del Policlinico, in sostanza per il trasporto di materiale sanitario (soprattutto sangue e tessuti) verso altri ospedali. Il servizio di accompagnamento - recita la nota - è stato utilizzato per servizi alla presidenza, alla direzione scientifica e alla direzione strategia solo quando strettamente necessario. Le fatture dei Telepass sulle vetture aziendali, consegnate per tracciare l'utilizzo delle auto di servizio nel corso del 2016 e dei primi mesi del 2017, confermano: in larghissima parte sono relativi a tragitti verso gli ospedali lombardi, come ad esempio Cremona, Milano, Bergamo. E con orari ristrettissimi di andata e ritorno, in pratica per consegne. «Mi è capitato di usare l'auto solo sporadicamente per servizi non d'istituto, in alcuni caso per ragioni di salute - spiega Girelli - e in quei casi ho sempre rimborsato il Policlinico della spesa».Fin qui la questione dell'auto. La risposta ai consiglieri pentastellati allarga però il tiro all'intera struttura di supporto della presidenza, dando conto della ridefinizione al risparmio dello staff rispetto alla consuetudine. Dall'insediamento, il 1 gennaio 2016, Girelli ha rinunciato ad avere il segretario particolare, l'assistente amministrativo e, come detto, l'autista. Un risparmio di 123mila euro all'anno. La presidenza, allo stato, utilizza solo lo staff di segreteria di due persone. «Quello manifestato dal M5S è un interessae assolutamente legittimo - ha osservato il presidente Girelli - ed è giusto che la politica verifichi le spese sostenute dal San Matteo, con attenzione e trasparenza. Magari sarebbe stato utile lo avesse fatto anche negli anni passati».