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Arriva la dichiarazione precompilata del 2017, con una ricca dote di dati - circa 800 milioni di informazioni - che in molti casi si tradurranno in sconti per i contribuenti. Dai 29 miliardi di spese sanitarie ai 27,8 miliardi dei bonifici su incentivi per le ristrutturazioni e bonus energia: è questo il valore di alcune delle spese sostenute e che ora, già inserite, daranno diritto a sconti fiscali differenziati a seconda se siano detrazioni al 19%, deduzioni o detrazioni da diluire in 10 anni. La massa di dati e possibili sconti sarà a disposizione dei contribuenti dal 18 aprile, quando si potrà visualizzare il modello. Ma solo dal 2 maggio al 24 luglio si potranno fare modifiche o integrazioni e spedire la dichiarazione 730. Con i molti dati già inseriti, il modulo informatico messo a punto dall'Agenzia delle entrate diventa anche un memo "salva bonus" per i cittadini che troveranno i relativi campi già valorizzati.IVREA Relatori esperti, platea silente e anche un po' attempata, parlamentari in fila come tutti all'ingresso: il volto casaleggiano del M5S si palesa a Ivrea sotto l'effige della Olivetti e in ricordo del "guru" Gianroberto. A fare gli onori di casa c'è il figlio, Davide. Titolo e binario principale della kermesse: «Il futuro». Ma dietro, c'è la sfida politica del M5S, allargarsi a un elettorato scontento, ma non arrabbiato, trasversale e fatto di piccoli e medi imprenditori. «Sono loro che si avvicinano a noi, non noi che ci avviciniamo a loro» dice un esponente di primo piano dell'Associazione Rousseau dando un po' il senso della kermesse piemontese. I big pentastellati ci sono tutti. E ci sono anche Chiara Appendino e Virginia Raggi. Grillo arriva presto e siede per quasi l'intera mattinata tra le prime file, evitando accuratamente i cronisti. «Parlate con Davide, lui ha scalato l'Himalaya», si smarca il leader M5S. E a parlare è Davide Casaleggio che chiude la giornata. «Qui si discute di futuro, non di politica», puntualizza Casaleggio jr. E, dal direttore del San Raffaele Nicola Bedin al sociologo Domenico De Masi fino a Carlo Freccero è sul domani che i relatori si soffermano: con alcuni attacchi all'establishment che scaldano una platea per il resto compostissima. Quasi inesistente la politica. «Questa non è la Leopolda», è il coro dei Cinquestelle ai cronisti. La Leopolda grillina? «Roba da querela», scherza Alessandro Di Battista. Ma in vista del voto, il M5S ormai ha accelerato. «Ci saranno altri eventi come questo», spiega una fonte pentastellata sottolineando come presto si farà il punto su «una grande riforma della giustizia». Quella di Ivrea, è un'immagine inedita con la quale il M5S prova a serrare la sua militanza e a incuriosire chi non lo ha mai votato. «Noi siamo anche questo», spiegano, mentre nel backstage della kermesse emerge l'ipotesi, considerata non irrealistica, di arrivare al 40%. In mezzo, tuttavia, ci sono le amministrative in vista delle quali le grane locali 5Stelle non sono poche, a partire da Genova. E mentre Andrea Ciannavei, uno degli avvocati che difende Grillo sul ricorso di Marika Cassimatis, aggiorna i responsabili degli Enti locali del «caso» ligure c'è chi, tra i parlamentari, pone l'accento su un' opportunità di avere dei referenti regionali. «Noi siamo pronti a governare, avremo la squadra di governo prima del voto», assicura Casaleggio. La sensazione è che il M5S potrebbe pescare anche tra chi è salito sul palco eporediese e tra chi, con il Movimento e con la neonata Associazione Casaleggio, si è legato o si legherà. «Noi cresciamo, altri parlano di spartizioni di poteri. La vittoria dipende solo da noi», sottolinea Di Battista. «È stato meraviglioso, meraviglioso», dice Grillo.ROMADisco verde della Ue alla manovra correttiva e al Def che il governo approverà martedì prossimo. «Lascio alle autorità italiane annunciare le misure, ma posso dire che come le ha descritte il ministro Padoan sono in linea con quello che abbiamo discusso e che ha raccomandato la Ue». A dirlo è il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis dopo un incontro con Pier Carlo Padoan a La Valletta a margine dei lavori dell'Eurogruppo e dell'Ecofin. Il sostanziale via libera riguarda anche i piani per il 2018 che l'Italia presenterà la prossima settimana, vale a dire il Def. Per rassicurare quello che viene considerato uno dei "falchi" di Bruxelles, Padoan avrebbe però garantito, già da ora che la correzione strutturale per il prossimo anno sarà dello 0,6% del Pil, in linea dunque con i parametri europei sull'output gap e senza chiedere - almeno al momento - ulteriori sconti.Nel corso dell'incontro il ministro dell'Economia incassa parole incoraggianti. «Ho avuto un incontro con Pier Carlo Padoan che ha dettagliato le misure aggiuntive pari allo 0,2% del Pil per quest'anno e i piani per l'anno prossimo. Quello che mi ha descritto è in linea con quanto discusso e raccomandato dalla Commissione» ha detto Dombrovskis. «Ho informato il vicepresidente su cosa ci sarà nel Def, in che modo sarà articolato l'aggiustamento dello 0,2% e su quali altre misure saranno nel pacchetto», ha confermato Padoan.Nell'incontro a margine dell'Ecofin si è parlato anche del 2018, e l'orientamento è quello di puntare a una correzione del deficit strutturale pari allo 0,6% del Pil. Per quanto riguarda le cifre che saranno contenute nel Def, Padoan non ha voluto confermare le anticipazioni fornite a Cernobbio dal suo vice, Enrico Morando. «Daremo le cifre quando saranno state approvate dal Consiglio dei ministri». Il piano nazionale di riforme comprenderà anche misure di lotta alla povertà. E per quanto riguarda le privatizzazioni, «stiamo studiando altre misure di gestione del patrimonio pubblico che permettano di raggiungere i molteplici obiettivi delle privatizzazioni». Quanto alle buone notizie, Dombrovskis ha nominato solo una misura, lo split payment del'Iva (si tratta di un meccanismo che obbliga la pubblica amministrazione a trattenere e versare direttamente all'erario l'imposta sulle fatture emesse dai propri fornitori, senza che le somme transitino sui conti di questi ultimi) «che ha già migliorato la raccolta dell'Iva e quindi la Commissione l'ha estesa», anche se la proposta di Bruxelles deve ancora essere approvata all'unanimità dal Consiglio.I conti pubblici sono sotto controllo? «Possiamo ritenere che il volume totale del debito possa cominciare a scendere dal 2018 e negli anni successivi con un ritmo di caduta sostanzialmente significativo» risponde il viceministro dell'Economia, Enrico Morando, che interviene anche sull'andamento del Pil. «La stima del governo sul Pil resta confermata all'1%. Prima ci accusavano di ottimismo. Ora stiamo facendo la correzione dello 0,2%, ma il prodotto resta all'1%, se non la facessimo la crescita sarebbe dell'1,1%» .(g.r.)©RIPRODUZIONE RISERVATA