L'universo scomodo di Camille Claudel

E' liberamente tratto dalla corrispondenza di Camille Claudel lo spettacolo "Moi", il monologo scritto da Chiara Pasetti, diretto da Alberto Giusta e con Lisa Galantini unica interprete in scena (nella foto), che si potrà vedere questa sera alle 21 al Teatro Mastroianni di San Martino Siccomario (via Piemonte 8/b). Lo spettacolo nasce dalla voglia di Chiara Pasetti di raccontare oggi un personaggio come Camille Claudel (1864-1943), scultrice francese morta dopo trent'anni di internamento in ospedale psichiatrico. «Un privilegio e insieme una sfida - dice Pasetti, che è anche autrice del libro "Mademoiselle Camille Claudel e Moi" (ed. Nino Aragno, 2016) - Conoscevo Camille Claudel soltanto per il suo essere stata allieva, modella, musa e grande passione dello scultore Auguste Rodin, ma ora me ne vergogno. Quando, nel 2013, ho visto le sue sculture in una mostra all'ospedale psichiatrico di Montfavet, vicino ad Avignone, dove terminò i suoi giorni nel 1943 dopo trent'anni di internamento, ho capito chi era davvero: un'artista di grandissimo talento, che ha vissuto esclusivamente per la sua arte. Mi sono accostata alle sue opere, alla sua vita e alla sua morte, con un misto di rispetto e rabbia per ciò che ha subito e ho deciso di raccontare la sua storia. Quello che si vede in teatro, è merito della regia intelligente, acuta e sensibile di Alberto Giusta e dell'interpretazione caleidoscopica di Lisa Galantini». «Camille Claudel non è una femmina facile - commenta Alberto Giusta - Incarna un universo scomodo perché di talento eccelso, si muove sul palcoscenico della vita come un animale ruvido e fragile al contempo. Non si comporta mai da vittima pur essendo vittima della società maschilista in cui vive». La serata è organizzata in collaborazione con l'associazione "Insieme per il Guatemala" di San Martino Siccomario. Biglietti: 15 euro intero, 10 euro ridotto studenti.