Addio ai crediti del "piano Lanzanova"
SANTA MARIA DELLA VERSA La cantina di Santa Maria della Versa progetta la ripartenza con la nuova gestione, ma alcuni soci devono ancor fare i conti con le conseguenze del fallimento della vecchia "La Versa". Ieri mattina, infatti si è svolta in Tribunale a Pavia l'udienza dei creditori per la liquidazione. Alcuni soci hanno espresso disappunto per il mancato riconoscimento della parte di credito a cui avevano rinunciato per finanziare il piano di rilancio presentato dall'allora amministratore Abele Lanzanova. Tra gli ex soci creditori ci sono persone che vantano anche più di 100 mila euro, relativi soprattutto ai mancati pagamenti dei conferimenti delle uve delle vendemmie 2010 e 2013.Intanto si pensa al futuro e la nuova gestione presenta i piani con la chiusura del fallimento entro maggio e la liquidazione ai creditori tra giugno e luglio. Il curatore fallimentare di "La Versa", Luigi Spagnolo, ha illustrato i tempi della chiusura della procedura davanti agli ex soci della cantina, riuniti, lunedì pomeriggio, per la prima volta con la nuova dirigenza della società "Valle della Versa" nella sala riunioni della sede di via Crispi.Presenti il presidente della società e di "Terre d'Oltrepo", Andrea Giorgi, e il direttore della cooperativa trentina "Cavit", Enrico Zanoni, in rappresentanza della quota di minoranza del soggetto che ha acquistato lo storico marchio oltrepadano.Durante l'incontro Giorgi ha confermato l'intenzione di far ripartire al più presto gli impianti e di riportare il Wine Point a Santa Maria della Versa. La dirigenza, inoltre, ha assicurato che il sito sarà attivo per la prossima vendemmia e che la cantina tornerà a pigiare l'uva, sottolineando la volontà di fare di "La Versa" un polo spumantistico del territorio, in particolare per il Metodo Classico. Una novità riguarda il ruolo degli ex soci, che non dovranno aderire alla nuova società, ma diventeranno soci di "Terre d'Oltrepo" (molti erano già soci di entrambe le cantine); in questo caso è stata offerta un'importante dilazione nel pagamento delle quote associative per l'adesione alla cantina di Broni: per i primi due anni i nuovi soci non pagheranno nulla e poi le quote saranno dilazionate in 12 anni, per un totale di 14 anni. Gli ex soci presenti hanno, poi, fatto alcune domande. «Siamo contenti per la ripartenza degli impianti - affermano alcuni presenti -, ma avremmo preferito conoscere qualche numero in più sul piano industriale e sui progetti futuri». Oliviero Maggi