Il commercio: belle idee, ma in ritardo

VOGHERA«Bella idea, ma c'è poco tempo per metterla in pratica». I rappresentanti della associazioni di categoria vogheresi si esprimono sulla proposta di Sensia alternativa di Pier Ezio Ghezzi che ipotizza uno spazio maggiore per i produttori di vino con tour operator stranieri che possano far conoscere il "made in Oltrepo" al di là dei confini nazionali. I pareri sono positivi, ma i tempi sono stretti con due mesi davanti prima dell'organizzazione della 535esina fiera di Voghera. «Ben vengano nuovi contenuti e nuove offerte. Darebbe maggiore visibilità a Voghera, magari anche programmando determinati incontri con operatori e consumatori. Non conosco la proposta nei contenuti di Ghezzi, ma conosco il settore vinicolo da tempo», commenta Paolo Rainelli segretario di Ascom con esperienza ventennale nel mondo del vino che ricorda come ci siano già state diverse edizioni passate in cui era stato allestito uno spazio dedicato all'enogastronomia con vini non solo del territorio. «Con Ghezzi non ho avuto contatti, dipende da che operatori del vino si vogliono chiamare, magari qualche produttore nel milanese sarebbe interessato. Ma se si organizza un progetto raffazzonato si rischia un boomerang inverso. Non credo di possa fare un solo padiglione del vino perché non ci sono gli spazi». Per Giancarlo Maconi di Acol «tutte le migliorie vanno bene, ma non penso si potrà concretizzare questa ipotesi in tempi stretti. Noi come associazione abbiamo una proposta da sottoporre al Comune: vogliamo chiedere se si possono aprire i locali comunali di piazza Duomo per organizzare convegni sul vino con ospite qualche cantina. Quest'anno qualcosa in più per la Sensia è stato fatto e noi siamo stati coinvolti. Si può collaborare con la proposta di Ghezzi, ma quest'anno è tardi». Mentre Mario Campeggi dell'associazione Artigiani predica che venga fatto un disciplinare sul vino condiviso da produttori, associazioni e consorzio Tutela Vini Oltrepo prima di pubblicizzare i prodotti. «Ogni amministrazione comunale ha sempre dichiarato di voler valorizzare il territorio. Nelle Langhe o in Franciacorta hanno fatto una politica di territorio che qui non c'è, ma l'amministrazione non centra. Il primo passo tra associazioni e consorzio dei vini è studiare una gamma di prodotti uniti da un disciplinare. Altrimenti diventerebbe una mostra di vini prodotti da tante cantine. Quest'anno è tardi, si può pensarlo per la prossima fiera». MarcO Quaglini