Alloggi popolari a Punta Est

PAVIACaso Punta Est, case popolari nell'area dove, secondo le indagini sfociate in un processo con sei imputati, sono state realizzate residenze universitarie vendute abusivamente privati. In consiglio comunale, votando il bilancio di previsione 2018, è passato un emendamento del consigliere Pd Davide Ottini. Quando il procedimento sarà concluso in tutti i gradi di giudizio, appunto, verrà finanziata la realizzazione di alloggi popolari in via Baldo degli Ubaldi. Nuova udienza ieri: sono stati sentiti come testi una guardia forestale, un finanziere e un tecnico comunale incaricato delle misurazioni, che hanno ripercorso gli esiti delle indagini, contestati dalla difesa. I sei imputati sono accusati a vario titolo di corruzione, falso, truffa e abuso d'ufficio. Oltre al dirigente comunale Angelo Moro- difeso dagli avvocati Graziano e Yuri Lissandrin - è a processo l'ex vicesindaco di Pavia Ettore Filippi che avrebbe nel 2011 preso tangenti, sotto forma di pubblicità, dai costruttori per favorire il progetto. In base alle intercettazioni, Filippi era andato a perorare la causa del progetto Punta Est, e poi ha riferito a Moro che l'Università di Pavia avrebbe «ratificato senza problemi l'accordo», cioè la convenzione con il Comune che doveva dare i permessi per costruire quel tipo di residenze. Moro, secondo l'accusa, ha insistito sul fatto che la cosa doveva essere «sistemata politicamente». E Filippi ha garantito che avrebbe parlato negli uffici del Comune, allora guidato dal sindaco Alessandro Cattaneo. Sono a processo poi il legale Elisabetta Masnata che ha seguito l'iter del cantiere, il professor Angelo Bugatti, che si è occupato della convenzione universitaria, la moglie Paola Coppi e Ciro Manna che deve rispondere delle croci nere tracciate, a scopo intimidatorio, sulla porta dello studio legale costituito parte civile. (a.m.)