«Non ci sono dubbi sul colpevole»

GARLASCO«L'esito di questa ulteriore indagine conferma la sicura responsabilità di Alberto Stasi per il delitto di Chiara Poggi, al di là di ogni ragionevole dubbio», è il commento della famiglia Poggi, tramite gli avvocati Gianluigi Tizzoni e Francesco Compagna. I genitori di Chiara, Rita e Giuseppe, e il fratello Marco, 29 anni, prendono atto «del puntuale approfondimento investigativo della procura di Pavia, che ha categoricamente escluso la responsabilità di Andrea Sempio, prospettata dalla difesa Stasi». I familiari di Chiara «desiderano rinnovare l'apprezzamento e la gratitudine per i tanti magistrati che hanno consentito di accertare ulteriormente la verità con il loro lavoro». Che è stato fatto «lontano da qualsiasi vetrina mediatica per ribadire la colpevolezza di Stasi, superando i pericolosi ostacoli che si erano impropriamente frapposti», sottolineano i legali della famiglia Poggi.Fin dai giorni successivi al delitto, i Poggi sono stati rappresentati da Tizzoni, cui si è aggiunto successivamente l'avvocato Compagna. «Non spetta alle vittime valutare se le accuse incautamente rivolte a una persona innocente - aggiungono i famigliari e i legali di Chiara, facendo riferimento a Sempio - nell'esclusivo interesse del condannato siano state o meno legittime. Ma l'augurio della famiglia Poggi è che tutto questo non abbia più a ripetersi». I Poggi ribadiscono che «con il presupposto di una sentenza definitiva, non ci aspettavamo altro». Anche ieri i Poggi, come avevano appreso della bocciatura da parte della Corte d'appello di Brescia della richiesta di revisione del processo a Stasi, hanno immediatamente saputo dell'archiviazione per Sempio. «Per noi era già finita il giorno della condanna in terzo grado, ora è finita di nuovo. Quello che spero è che sia riabilitato il buon nome di Sempio - dice Rita Preda, la mamma di Chiara - La giustizia si è espressa nell'ultimo processo, le prime assoluzioni erano arrivate per perizie non idonee o mancanza di dati, ma la verità, quella vera, è stata definita chiaramente dai giudici nel dicembre del 2015. In questi mesi ho parlato di sfuggita qualche volta con i Sempio, li conosco da sempre dato che Andrea è amico di mio figlio Marco, capisco la situazione che hanno vissuto».(a.m.-s.bar.)