Robecchi e il mestiere di scrivere

PAVIA«Ho sempre voluto scrivere. Quello della firma, poi della firma in prima pagina, è un piccolo rito di passaggio, piccoli traguardi. Ho sempre una grande gratitudine per chi mi ha insegnato questo mestiere, certi vecchi burberi capiredattori e bravi colleghi, all'Unità, all'inizio degli anni Ottanta, poi in molti altri giornali. Ora faccio meno il giornalista e più l'autore, ma si tratta sempre di maneggiare la parola scritta. Direi che il mio mestiere è scrivere, sì, in ogni maniera possibile». Si presenta così Alessandro Robecchi, giornalista, autore per teatro e tv (Crozza in primis) e ultimamente di noir, che domani alle 21 sarà ospite del Collegio Nuovo (via Abbiategrasso 404), per l'incontro "Scrivere di mestiere. Dai fatti quotidiani ai gialli, dalla satira di Cuore al Paese delle Meraviglie", in cui presenterà il suo ultimo libro Torto Marcio (Sellerio 2017).«Il protagonista, Carlo Monterossi, è un tipo malinconico e con un suo spiccato senso della giustizia, ha la pretesa di mettere a posto le cose storte del mondo. Intanto ci descrive la realtà: molte ingiustizie, molte diseguaglianze, nessuno che può dire di aver ragione, anzi - dice Robecchi - In qualche modo Torto Marcio è un romanzo sull'impossibilità di avere una vera giustizia, un romanzo civile che lascia dei dubbi al lettore: cosa è giusto? cosa è sbagliato? non c'è sempre da qualche parte un'ingiustizia più grande?». Satira, cronaca, giallo. Tra tutte queste cose, c'è un filo conduttore.«Ogni mezzo ha le sue tecniche - dice - Scrivere per la radio, o per la tv, è diverso che scrivere su un giornale, fare satira è diverso da scrivere un'opinione. E il romanzo è diverso ancora, per me in questo momento un vero luogo di libertà. Ma alla fine si scrive per dire qualcosa, no? Io maneggio diversi linguaggi, ma alla fine le opinioni, le storie, il modo di raccontarle rimane il mio. Il noir mi permette di creare una storia, e al tempo stesso di dire certe cose che penso sulla società e quel che ci circonda». Con Sellerio, poi, Robecchi ha un legame d'affetto. «Tra gli editori che volevano il mio primo libro sono stato felicissimo di scegliere lei. Potrei dire che ci siamo scelti» conclude. Dialogherà con l'autore Paolo Costa, docente di "Comunicazione Digitale e Multimediale" all'Università degli Studi di Pavia.Marta Pizzocaro