Senza Titolo

di Maria BerlinguerwROMAIl Senato salva Augusto Minzolini dalla decadenza e ci sono anche 19 voti del Pd. Il Movimento Cinqustelle attacca: è il voto di scambio per Lotti. «Non vi lamentate se i cittadini vengono a manifestare in modo violento», tuona Luigi Di Maio, scatenando la reazione di tutti i democratici che accusano il vicepresidente della Camera grillino di incitare la violenza con frasi eversive.Dopo una infinita serie di rinvii, il caso Minzolini arriva all'esame del Senato sette mesi dopo che la giunta per le elezioni ha stabilito la sua decadenza da senatore per «incandidabilità sopraggiunta» in base alla legge Severino, dopo la condanna a due anni e sei mesi di reclusione per peculato subita dall'ex direttore del Tg1 per aver abusato della carte di credito della tv pubblica ai tempi della sua gestione del tg dell'ammiraglia Rai. La legge è chiara. La Severino è la stessa legge che ha decretato nel 2013 la decadenza di Silvio Berlusconi dal Senato perché condannato in via definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset. Quel 27 novembre del 2013, a salvare il Cavaliere non bastarono i 7 ordini del giorno di Fi. L'ex premier è da allora alla ricerca di una riabilitazione. E ora spera che il caso Minzolini possa accelerare la pratica, risolvendo il caso della sua incandidabilità. «L'aria è cambiata» commenta il Cavaliere che conta sul ricorso presentato a Strasburgo alla Corte Europea per i diritti dell'uomo.A Forza Italia mancano i voti per graziare il suo senatore. Poco prima delle operazioni di voto però Luigi Zanda, il capogruppo del Pd a Palazzo Madama, annuncia: «le senatrici e i senatori del Pd avranno libertà di voto». E in effetti sono proprio i senatori dem a salvare il soldato Minzolini. Diciannove votano a favore della mozione forzista, 20 sono assenti, contribuendo ad abbassare il quorum. «C'è stato un voto di scambio tra Pd e Forza Italia», attacca il grillino Gianrusso sottolineando come i senatori forzisti abbiamo contribuito al salvataggio di Lotti lasciando l'aula. «Sento odore di patto del Nazareno», rincara Arturo Scotto di Mdp. Ma il renziano Andrea Marcucci non ci sta: «Nessun voto di scambio», assicura.Prima del verdetto è lo stesso Minzolini a provare a difendersi. «Sono vittima di una vicenda kafkiana», dice. L'ex direttore del Tg1 denuncia il suo calvario. «La mia vicenda deve servire per fare il punto sulla condizione della giustizia e della democrazia nel nostro paese», aggiunge. Poi promette: «Qualunque sia l'esito, mi dimetterò da senatore perché queste battaglie «per essere efficaci devono essere sterlizzate da ogni interesse personale». Poi il voto e l'esultanza dei forzisti e di Ala. «Abbiamo abolito la legge Severino e i nostri voti sono stati determinanti», esulta il capogruppo di Ala-Scelta civica, Lucio Barani che invita il governo a liberarsi dalla palla al piede degli scissionisti di Mdp. «La politica oggi ha dimostrato di essere compatta contro una certa magistratura invadente che vuole decidere con giudizi persecutori i destini del Paese e dei suoi rappresentanti», tuona Daniela Santanchè. «Questo è il de profundis della legge Severino che finora è stata applicata solo a Silvio Berlusconi», rincara Renato Brunetta. Forza Italia ora punta alla riabilitazione completa dell'ex premier, anche grazie al ricorso presentato a Strasburgo dai suoi legali. «Il tempo è galantuomo», avrebbe commentato Berlusconi.Durissima la reazione dei pentastellati. Sul blog di Grillo compare l'elenco dei 19 senatori che hanno salvato Minzolini. «La Casta ha di nuovo salvato se stessa, la legge non è uguale per tutti», tuona Di Maio. Ma il voto è l'occasione di uno nuovo scontro a sinistra. La senatrice Lo Moro che è stata la relatrice sul caso in giunta dice: «Sono contenta di non stare più nel Pd perché questa volta la legge Severino è stata stracciata».©RIPRODUZIONE RISERVATA