«A Vigevano servono 50 defibrillatori»
VIGEVANO Una città sempre più cardioprotetta. Questo è il progetto che Raffaele Gori Aceto, consigliere comunale della Lega Nord, presenterà nel consiglio comunale di questa sera. «L'arresto cardiocircolatorio - si legge sulla mozione presentata in Comune - colpisce ogni anno 60mila persone in Italia e nel 60% l'evento avviene in luoghi pubblici. Le compressioni toraciche esterne applicate il prima possibile sono fondamentali per determinare la sopravvivenza dell'individuo: ecco perché i defibrillatori semi automatici (Dae) sono sempre più indispensabili».Da qui la proposta di installare in città, ma non solo, dei totem, o colonnine attrezzate di defibrillatori. «A mio avviso - aggiunge Gori Aceto, che è anche il neo presidente della Croce Azzurra di Vigevano - in città ne andrebbero posizionati almeno una cinquantina. Con il termine "città" però intendo anche tutte le frazioni: Piccolini, Buccella, Morsella e Cattabrega. E penso anche alla polizia locale o alla Protezione civile. Non ho idea di quanto possa costare nel suo complesso, so che un totem costa, mediamente, 2mila euro compresa la manutenzione per 4 anni. Magari però per 50 totem il prezzo potrebbe scendere».Ma come finanziare un progetto simile? «Lo abbiamo previsto nella mozione - prosegue il segretario cittadino del Carroccio - occorre concertare con associazioni, fondazioni ed istituzioni azioni per reperire risorse utili all'acquisto, all'installazione ed alla manutenzione programmata dei "totem" contenenti dispositivi. Necessario poi pensare anche alla formazione di operatori abilitati all'utilizzo dei defibrillatori. Ritengo che una Vigevano cardioprotetta porterebbe alla cittadinanza un incremento del 30% di possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiacircolatorio». Già a giugno dell'anno scorso, la Croce rossa di Vigevano aveva donato alla città un defibrillatore, con l'idea di farlo posizionare in Piazza Ducale, in un'area controllata da telecamere, precisamente si era pensato all'androne della Cariparma. All'epoca l'assessore Maria Antonietta Moreschi aveva dato tutte le disposizioni necessarie affinché venissero richieste le autorizzazioni alla Sovrintendenza. Da allora però nulla è successo.«Non è ancora stato installato - risponde Moreschi - perché non abbiamo ancora tutte le autorizzazioni. So che il tutto è stato inviato alla Sovrintendenza, spero di avere risposte più precise per il consiglio comunale di domani (oggi per chi legge, ndr)».Selvaggia Bovani