Marvell, appello a Depaoli «Incentivi agli investitori»
Marvell è nata nel 1995 nella Silicon valley, negli Stati uniti. Si occupa di semiconduttori, chip per l'archiviazione e la comunicazione. Nel 2015 i dipendenti del ramo italiano di Marvell in viale della Repubblica, in 1500 metri quadri nell'area ex Necchi, erano 100, in tre anni c'erano state 30 assunzioni. Personale altamente qualificato, cervelli rientrati dall'estero o che all'estero hanno rinunciato per restare a Pavia: 40 di loro hanno un dottorato in microelettronica, gli altri sono tutti laureati o in possesso di un master. Ad aprile 2015 (foto) Marvell Italia doveva raddoppiare. A ottobre dello stesso anno la prima doccia fredda: la multinazionale avvia una ristrutturazione mondiale, chiude il settore mobile e annuncia un taglio del 17% di tutto il personale nel mondo. Cinquantacinque esuberi dichiarati a Pavia, poi ridotti a 17, quasi tutti disegnatori e progettisti.di Anna GhezziwPAVIA«Dobbiamo fare il possibile per mantenere qui l'attività - ha spiegato il sindaco Massimo Depaoli - Come Comune metteremo tutte le forze in campo per portare la questione a livello ministeriale insieme alla regione e ai nostri parlamentari». Al Mezzabarba ieri c'erano il senatore Luis Alberto Orellana (Per le autonomie), Chiara Scuvera e Alan Ferrari per il Pd, il capogruppo della Lega in Senato Gianmarco Centinaio e le segreterie generali dei sindacati confederali e delle categorie. «Tutti noi auspichiamo si riesca a far arrivare qui una azienda interessata alle nostre capacità - hanno spiegato i lavoratori - Il mondo della microelettronica è piccolo, la voce che a Pavia resteranno a casa 78 persone che hanno un'ottima fama a livello mondiale si è sparsa e c'è qualche interesse a investire. Ma si tratta di un investimento gigantesco: ci aspettiamo che si possano mettere in campo incentivi per invogliare chi vuole investire. I singoli lavoratori potrebbero trovare collocazione in Europa, ma per noi, per la città e l'Italia sarebbe positivo che non ci disperdessimo per il mondo. A livello cittadino si possono pensare azioni simboliche, a livello ministeriale forse ci sono strumenti maggiori». «Coinvolgere il ministero dello sviluppo economico - spiega Orellana - è fondamentale». «Ho fatto un'interrogazione per chiedere quale potrebbe essere l'intervento del governo per mantenere e sostenere un'industria 4.0 a Pavia», dice Scuvera. «Occorre capire se ci sono potenziali compratori - spiega Centinaio - attraverso tutti i canali possibili. E se c'è qualcuno, capire di cosa c'è bisogno». «Il Comune - chiude Ferrari - si faccia carico di gestire l'interlocuzione con gli industriali per capire la situazione effettiva, i tempi e se ci sono soggetti interessati, e insieme a Provincia e Regione attivi con il Ministero gli strumenti previsti dalla legge che potrebbero essere utili per rilanciare un nuovo progetto industriale».