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L'olio extravergine, prodotto della spremitura meccanica delle olive, per essere definito tale può avere al massimo un'acidità libera di 0,8 grammi per 100 grammi di prodotto. Non deve contenere additivi. L'etichetta deve riportare il Paese o i Paesi di origine delle olive. Nei prodotti "100% Italiano", dop e igp deve essere indicato anche lo Stato, la regione o la zona territoriale, in quelli "protetti" l'origine botanica dell'oliva. La tabella nutrizionale può riportare gli acidi grassi monoinsaturi, quelli "buoni". L'olio più invecchia più peggiora. Per capire la freschezza si può cercare in etichetta la campagna olearia di riferimento: se c'è scritto 2016/2017 si può stare tranquilli. L'olio così etichettato può essere ottenuto anche da una miscela che però deve appartenere alla stessa campagna olearia. Il prezzo rimane un criterio di scelta: se di ottima qualità l'extravergine non può costare meno di 7-8 euro al litro.