Mille in marcia per la Becca
di Stefania PratowLINAROLOIn mille in marcia per chiedere un nuovo ponte della Becca. Una cinquantina di sindaci, amministratori e consiglieri comunali e regionali, parlamentari, il presidente della Provincia. E poi associazioni di categoria, comitati, ambientalisti e tanti cittadini. Una marcia silenziosa, segno di una svolta voluta da un territorio che finora è andato in ordine sparso e che «ha toccato il fondo», dice senza mezzi termini il sindaco di Linarolo Pietro Scudellari. Un territorio che ora intende alzare la testa e puntare al riscatto. Perché «questa è una provincia dalle troppe criticità», sottolinea Gianluigi Zoppetti, primo cittadino di Mezzanino e coordinatore del gruppo di lavoro permanente. E la Becca è una di queste criticità. Un ponte gravemente malato che sostiene sempre più a fatica il passaggio di 20 mila mezzi al giorno. «Un ponte a rischio collasso», ribadiscono i sindaci. Che chiedono una nuova infrastruttura che «il territorio non può più attendere». Pavia chiama Roma e Milano. E chiede soldi. «Siamo tutti qui perché questo è il ponte di Pavia, vitale per l'economia della provincia, via di comunicazione strategica per imprese produttive e commerciali», sottolinea Massimo Depaoli, sindaco di Pavia. «Il numero degli amministratori presenti - precisa Enrico Vignati, primo cittadino di Inverno - dimostra l'unità del territorio su questioni strategiche». «Vogliamo fare massa critica per avere risorse per una struttura fondamentale», dice Enrico Berneri, Monticelli, mentre Elio Grossi, Santa Cristina, aggiunge: «Siamo tutti qui perché intendiamo riappropriarci della normalità, non chiediamo miracoli». Eppure, puntualizza Luigi Boschetti, Costa de' Nobili, «non c'è nulla di normale nel manifestare in Lombardia, regione più ricca d'Europa, per chiedere un nuovo ponte». Non va infatti dimenticato che l'Istituto Eupolis, istituto lombardo per la ricerca, l'ha definita una struttura con «evidenti segni di degrado». Nello studio eseguito sullo stato dei ponti sul Po, aveva infatti inserito la Becca nel gruppo "D", quello con il più alto indice di vulnerabilità strutturale, con evidenti problemi idraulici. «Si sta parlando di sicurezza», precisa Francesca Rogato, sindaco di Belgioioso che insistendo poi sulla necessità della tangenziale, mentre Piero Costa, capogruppo di opposizione aggiunge: «non si può prescindere da un nuovo ponte». Se Daniela Gatti Comini, Valle Salimbene, sottolinea che «all'appello mancano i 40 milioni dello Stato», Alessandro Zocca (San Martino) chiede soluzioni, «altrimenti c'è rischio default». Oltrepo e Pavese si incontrano all'ingresso della Becca, lato Vaccarizza. Si abbracciano i sindaci di Mezzanino e Linarolo e scatta l'applauso, a sottolineare «l'unità di un territorio che non vuole più essere diviso», dice Massimo Nascimbene, sindaco di Zinasco. Partiti dalle sponde opposte del fiume, la marcia riprende compatta. Si fa ritorno a Tornello. Dai sindaci dell'Oltrepo arriva la richiesta di accelerare sui tempi. «Speriamo di avere presto un incontro con la quinta Commissione regionale, alla presenza del presidente Maroni, per avere un progetto preliminare», afferma Zoppetti, mentre Piergiorgio Maggi, Stradella, sottolinea: «Il ponte è fondamentale per l'economia del territorio, snodo fondamentale non solo per Broni e Stradella, ma anche per la valle Versa». «Ed è fondamentale anche per la valle Scuropasso - aggiunge Martina Draghi, vice sindaco di Cigognola -. Non possiamo più permetterci di perdere tempo e denaro». «L'Oltrepo ha bisogno di una nuova viabilità - dice Roberto Pisani, consigliere comunale di Bosnasco - i mezzi pesanti devono poter circolare liberamente. Finché non ci sarà il progetto, continueremo ad insistere». «Penso agli studenti, ai lavoratori che si devono muovere verso Pavia e Milano - ricorda Stefano Lucato, Casanova Lonati -. Poi con un ponte chiuso o non pienamente efficiente, poche aziende vengono ad investire sul nostro territorio. Artigiani e piccole imprese sono sempre in difficoltà con la consegna della merce».(ha collaborato Franco Scabrosetti)