Senza Titolo
IL CASOAcqua, l'allarmedeve essere miratonGentile direttore,al ripetuto grido d'allarme del dott. Marton sulla qualità della nostra acqua cosiddetta potabile, ha risposto il presidente di Pavia Acque, con un comunicato dall'interno tranquillizzante ma che ovviamente non riesce a tranquillizzare realmente l'utenza, portata a mettere a confronto le rispettive qualifiche "scientifiche" dei due "operatori".Sia consentito a un utente, digiuno della materia, pregare in tutta umiltà il dott. Marton di voler provvedere di persona a un controllo sulla qualità dell'acqua che scende dai nostri rubinetti di casa e riservare le sue grida d'allarme, se del caso, a questa e non genericamente all'acqua scarsamente potabile dell'intera Regione. Gli allarmi, quando utili e necessari, devono - almeno penso - essere mirati. Sparare nel mucchio mi pare regola buona per tanti (troppi) politici, non per scienziati che vogliano rendersi utili alla comunità in cui operano.Giulio GuderzoPaviaPAVIAUna serata dedicataal Pronto soccorsonNegli anni '60, il Pronto Soccorso del Policlinico San Matteo era sistemato all'entrata della porta carraia. Uno stanzone con due lettini, una scrivania, un armadietto con ferri chirurgici, garze, cotone, siringhe, uno più piccolo per i farmaci d'urgenza. Una cameretta da letto con un tavolino su cui il medico di guardia consumava i pasti, di fronte una camera per gli infermieri. Veniva gestito da medici strutturati delle cliniche, che si alternavano per un servizio continuo, avvalendosi eventualmente della consulenza dei vari specialisti. Nella bella stagione non era infrequente vedere il medico, con tanto di camice, seduto davanti al Bar Brera, in attesa di eventuali urgenze.Nel 1968 si costituì un nucleo indipendente di medici, proprio in organico al Pronto Soccorso, sotto la responsabilità del Direttore Sanitario. Ci fu poi negli anni successivi il trasferimento del Pronto Soccorso al piano terreno della vecchia Pediatria (ora Dipartimento di Odontoiatria) e successivamente nel 1997 al pian terreno della Clinica Ortopedica in coabitazione con il Pronto Soccorso Traumatologico, occupando spazi sempre più ampi secondo le esigenze del tempo.Il 17 dicembre 2013 avvenne il trasferimento nella sede attuale del Dea. Vi lavorano 17 medici di estrazione internistica più ortopedici presenti durante la giornata, sotto la guida della dott.ssa Maria Antonietta Bressan e con un folto organico di personale infermieristico qualificato.Nella serata di domani, lunedì 6 marzo, alle ore 21, presso la sede della Croce Verde (via Lovati 45), il Direttore del Servizio racconterà ai pavesi l'attività di un grande Pronto Soccorso.Paolo BottoniPaviavogheraLa professionalitàdella Croce RossanQuando una persona cara sta male, si cerca sempre qualcuno che ci possa aiutare. Queste persone io le ho trovate alla Croce Rossa di Voghera ed è un onore per me menzionarle: si tratta di Anna Bonfanti, Desireè Ravasio, Mirko Lecci e Guido Soldati. La professionalità e la competenza con cui sono tempestivamente intervenuti sono stati encomiabili ma ancora più importante, per me, sono l'umanità, la gentilezza e la passione che mettono nel loro lavoro. Sono questi valori, prima di ogni cosa, che ci fanno apprezzare queste persone e ci rendono orgogliosi del lavoro che quotidianamente svolgono.Andrea PestoniVogherapaviaAl Ponte di Pietrac'è ancora la puzzanA fine settembre avevo segnalato in una mia lettera al giornale, che ringrazio, il grave problema dei cattivi odori al ponte di Pietra. Da quella data ho visto pubblicati sulla Provincia Pavese diversi articoli e letto di tante attività in corso. Ma allo stato attuale la situazione è ferma e la puzza resta presente e insopportabile. E stiamo parlando di un odore di plastica che invade tutta la zona del ponte di Pietra, da via Case Basse San Vittore, passando per via Golgi, via Aselli, via Lovati e dintorni. Zone altamente scolarizzate, basti pensare alle scuole/asili/nido presenti in zona, tra i quali, Martinelli, Sante Zennaro, asili privati, nidi privati e così via. Ancora una volta chiedo alle autorità competenti, al sindaco e ai cittadini, ai lavoratori di fare di più. Non si può andare avanti così. Per la salute nostra e dei nostri figli e la qualità di vita di Pavia.Diego CastigliaPavia