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ROMA«Oddio, come mai questa novità?». Italo Bocchino, il "facilitatore" dell'imprenditore Alfredo Romeo, in carcere per corruzione nell'ambito dell'inchiesta Consip, «appare preoccupato» - annotano in carabinieri in un'informativa - in un messaggio di risposta a quello di Domenico Casalino che, il 9 giugno 2015, gli comunica che erano intenzionati a sostituirlo nella carica di amministratore delegato di Consip, come poi avverrà con Luigi Marroni. Secondo gli investigatori, dopo le intercettazioni ambientali tra Bocchino e Romeo, «a tale preoccupazione può essere data oggi una chiave di lettura... nel senso che Casalino, quale ad di Consip in carica, godeva certamente di maggiori poteri di intervento». Ma l'ex parlamentare di An, si legge, sottolinea che «comunque Casalino aveva ascendente sul nuovo consiglio di amministrazione». E «in effetti continua a essere un punto di riferimento per Romeo e Bocchino, in relazione alle gare gestite da Consip, anche perché emerge che lo stesso annovera dei rapporti con Marroni, l'attuale amministratore delegato, insieme al quale condividerebbe alcuni processi decisionali in seno a Consip e in relazione alle gare in corso». In un altro passaggio dell'informativa gli investigatori sottolineano come Romeo e Bocchino «operano nel mondo delle gare gestite da Consip, dove contano della connivenza dell'ex ad Domenico Casalino, il quale sarebbe in combutta - come indicato dallo stesso Italo Bocchino - con l'attuale amministratore delegato Marroni, con il quale avrebbe trovato un'intesa sul "lavoro dei totali", in relazione al quale avrebbero chiuso "in più"». Il riferimento è a un dialogo intercettato in cui Bocchino aggiorna Romeo su «un incontro avuto con Casalino che si doveva vedere con Marroni». «Italo - si legge sempre nell'informativa - dice che tali soggetti (Casalino e Marroni) avrebbero raggiunto un accordo, da individuare in una intesa, verosimilmente afferente a una gara», poiché «Italo dice che avrebbero chiuso "in più": tale accezione potrebbe riferirsi ai lotti banditi nell'ambito di una gara/gare Consip, atteso che Italo aveva fatto allusione a un lotto aggiuntivo e che proprio all'inizio della conversazione viene fatta allusione al "lavoro dei totali"». «Non ho più chiamato nessuno...sul lavoro dei totali...e stasera comunque lui si vede con Marroni per... diciamo... trovare un equilibrio tra loro di rispetto...», dice Bocchino nell'intercettazione. E ancora: «Si....avrebbero chiuso, ci sono resistenze solo da parte di Ferrara, ci sta qualche resistenza da parte di Ferrara, però avrebbero chiuso.... in più...ehm!...». Con questo Bocchino intende dire, secondo l'interpretazione data dagli investigatori, «che Casalino e Marroni, nonostante la contrapposizione con Ferrara, da individuare nel presidente Consip, avrebbero comunque chiuso in più, alludendo come in questo processo decisionale di "integrazione" fosse intervenuto anche il presidente Consip».