Trivellazioni, si scioglie il comitato sconfitto al Tar

di Giovanni ScarpawZIBIDO SAN GIACOMOSconfitti in tribunale, costretti a pagare le controparti, e ora in fase di chiusura. Non poteva finire peggio l'avventura dell'associazione dei cittadini di Zibido, nata poco più di due anni fa per fermare il progetto di trivellazioni a Moirago. Dopo al sconfitta davanti al Tar, il risarcimento di 7500 euro da pagare a società e Regione, il comitato ha deciso di chiudere i battenti. «Con un debito, sulle nostre spalle, di 14 mila euro» chiarisce il presidente del movimento Matteo Macchiarulo, fra i fondatori del comitato che in questi anni ha cercato di fermare le trivelle delle Appenine Energy. «Quello che più risulta incredibile in tutta questa vicenda - confessa Macchiarulo - è che i giudici amministrativi non sono mai entrati nel merito della vicenda, semplicemente perchè hanno ritenuto che la nostra associazione non avesse titolo per proporre ricorso». «In altre parole nella sentenza di 13 pagine che rigetta in toto il ricorso non c'è una riga dedicata al merito della questione, tutte sono concentrate sul fatto che la ricorrente non fosse effettivamente legittimata a proporre il giudizio - rivela Macchiarulo -. I giudici hanno ritenuto che l'associazione avesse una natura "occasionale e strumentale", essendo nata per contrastare uno specifico progetto industriale, e non rappresentasse il territorio e la comunità locale per il basso numero di soci (circa un centinaio) e per il fatto che non tutti erano in regola con il versamento delle quote». Fine della storia? Nemmeno per idea. «Senza entrare nel merito della vicenda per questo presunto vizio di forma, siamo stati condannati al pagamento di 7500 euro a Appenine e Regione - sottolinea ancora il presidente del movimento - a cui si aggiungo i 6500 euro che i soci avevano tirato fuori per fare il ricorso». Ora, dopo aver perso prima ancora di cominciare la battaglia, l'associazione si trova sul groppone un debito di 14 mila euro.«Tutto che grava sulle tasche di semplici cittadini, la cui unica "colpa" è stata sfidare l'establishment. Che ha voluto infliggerci una punzione esemplare, che sia di monito a tutti quelli che osano alzare il capo. Una sconfitta per la democrazia». Ormai più nulla può fermare le trivelle. Nelle settimane scorse è stata così realizzata la torretta che dovrà ospitare l'enorme perforatrice, la cui istallazione è prevista per le prime settimane di marzo. Poi, cominceranno le trivellazioni vere e proprie, alla ricerca del gas metano nel sottosuolo di Moirago. Insomma, fine della storia. E della battaglia, soprattutto. E ora? «Rinunciamo a difendere il territorio, a questo punto - dice rassegnato Macchiarulo -. Sì, alziamo bandiera bianca. Noi ci abbiamo provato. Chiediamo solo, a chi ci ha creduto come noi in questa battaglia, di aiutarci a pagare le spese». Chi volesse contribuire, può consultare la pagina facebook dell'associazione dove sono a disposizioni le coordinate bancarie per un eventuale offerta.