ndi MAURO CORNOa pagina 52

Una rivoluzione in dieci anni. Il destino dell'auto è questo perché sarà questo il tempo in cui tutto cambierà in maniera radicale. Molto ma molto di più di quanto accaduto in oltre un secolo di storia automobilistica. L'aspetto più importante di questo viaggio nel futuro sarà che non saremo più noi a comandare il veicolo. Potremo cioè fare tutt'altro e ci penseranno radar e computer a portarci a destinazione. Uno dei vantaggi più interessanti della guida autonoma saranno per esempio i viaggi in autostrada senza stress che sicuramente saranno possibili molto prima degli spostamenti in città. In pratica, le auto invieranno segnalazioni sui rallentamenti del traffico e saranno loro stesse a decelerare di fronte a qualsiasi situazione pericolosa. Una volta giunti a destinazione, dispositivi di navigazione porteranno a un parcheggio libero eseguendo poi la manovra finale. Messa così sembra ancora fantascienza ma visti i sistemi che già esistono sui modelli più tecnologicamente avanzati ci si può ricredere con una certa facilità. Se non bastasse a convincervi, date uno sguardo allo studio Connected Car Effect 2025 realizzato dalla Bosch e dall'azienda di consulenza Prognos. All'interno della poderosa ricerca vengono esaminati risvolte e scenari di questa proiezione futura. Soprattutto quelli legati al livello di sicurezza che si potrà presto raggiungere. Grazie alle funzioni basate sul cloud, per esempio, si potranno evitare circa 260.000 incidenti con lesioni, far risparmiare quasi 400.000 tonnellate di anidrige carbonica e offrire ai conducenti molte più ore di tempo libero per altre attività. I sensori dell'Esp (il sistema di controllo di stabilità) segnaleranno tratti di strada ghiacciata, le telecamere raccoglieranno i dati su limiti di velocità e trasmetteranno alert in caso di nebbia; verranno, inoltre, utilizzate sempre di più funzioni di parcheggio intelligente grazie alla connessione tra veicoli e Rete. Sempre grazie a questa connessione sarà possibile, in tempo reale, segnalare al conducente un'eventuale marcia contromano. Comunque, una cosa è certa. Il cambiamento radicale si comincerà a vedere già dai prossimi due o tre anni. Con qualche anticipo già adesso. Perché è pronta a sbarcare in Europa la prima Nissan Qashqai con la guida autonoma a cui seguirà presto un altro modello. Sul fronte dell'assistenza al conducente, il primo passo è stato il sistema ProPilot, già lanciato in Giappone sulla Serena e studiato per gestire la marcia all'interno della singola corsia: nel 2018 debutterà la gestione di corsie multiple, mentre il 2020 sarà la volta delle strade cittadine, la parte più difficile e complessa, in cui le auto robotizzate avranno a che fare con incroci popolati da veicoli, ciclisti e pedoni. Poi c'è l'interazione con l'uomo. Il rapporto tra le vetture robotizzate e il contesto in cui si muovono resta uno dei temi più delicati degli studi del costruttore. La concept Ids, presentata a Tokyo, sfrutta una serie di accorgimenti per comunicare le proprie intenzioni a pedoni e altri utenti della strada: tra questi, un pannello sul parabrezza in grado di visualizzare messaggi specifici e delle strisce luminose disposte sul frontale e sulla fiancata, con cui il sistema mostra di essersi accorto della presenza di altri veicoli, bici o pedoni. Sarà questo il nuovo linguaggio che dovrebbe diventare la norma sulle strade? Nessuno lo sa ancora ma proprio la Nissan, proprio per studiarlo meglio ha messo in campo persino degli antropologi. Il motivo? «Le auto dovranno essere in armonia con la società, ispirare fiducia e muoversi in accordo con la cultura locale». Un bel manifesto per il futuro.©RIPRODUZIONE RISERVATAnALTRI SERVIZI ALLE PAGINE 46 E 47 DELL'INSERTO