«L'alternativa era cacciarli via»

VOGHERA«Non avevo alternative: la caldaia della struttura di Rivanazzano funzionava male e ho dovuto per forza spostare alcuni ospiti a Voghera. Altrimenti sarei stata costretta a cacciarli». Si difende così Vincenzina Raineri, la titolare della casa famiglia di via Cremona finita nel mirino dei carabinieri, dell'Agenzia per la salute (ex Asl) e dei servizi sociali comunali, con una multa di mille euro in arrivo e un mese di tempo per sanare le irregolarità rilevate dai Nas.«Sono già stata dal mio commercialista - spiega Raineri - e mi sto già muovendo per ottemperare alle prescrizioni. Ho aperto nel 2014 a Rivanazzano e da un anno a Voghera, finora non avevo mai subito ispezioni. Dei tre anziani non autosufficienti, uno purtroppo è deceduto dopo il ricovero all'ospedale e un altro tornerà a casa dalla figlia. Resta una sola situazione da risolvere, riguarda una persona immobilizzata a letto con il femore fratturato e per la quale spero di ottenere una proroga dal Comune». Quanto alle rette, «dipendono dal reddito dell'ospite, ma in ogni caso non andiamo mai oltre i 1500 euro mensili».Con un limite massimo di sei ospiti, la struttura di via Cremona è stata aperta senza necessità di autorizzazione preventiva. Per quelle fino a dieci posti-letto, sono richieste, invece, le caratteristiche delle civili abitazioni e una organizzazione interna che garantisca sia gli spazi e i ritmi della normale vita quotidiana; di norma le abitazioni adattate a casa famiglia dispongono di non più di due bagni, ma almeno uno dovrà in questo caso essere attrezzato per i portatori di handicap qualora si verifichi la necessità; le normative fissano anche le dimensioni minime delle stanze.