San Vittore tra degrado e abbandono
VOGHERAUn corso di specializzazione per imparare a costruire edifici più resistenti ai terremoti. E' la nuova proposta formativa dell'istituto Baratta di Voghera per gli studenti dell'indirizzo costruzione, ambiente e territorio. «I recenti tragici avvenimenti del Centro Italia hanno generato una profonda riflessione sullo stato del patrimonio edilizio esistente», spiega Enrico Sartori, docente di costruzioni . Le lezioni sono state tenute dai prof del comitato scientifico dell'Istituto per il calcestruzzo: accanto alle parti teoriche in aula, la pratica nel laboratorio prove materiali del Baratta e la visita alla centrale di betonaggio di Pozzuolo Martesana. (al.alf.)VOGHERASan Vittore, periferia ovest di Voghera, colpisce per la desolazione. In tutto il quartiere ci sono soltanto un bar, una panetteria e un negozietto di generi alimentari. Nulla di più. Non fosse per la caserma dei vigili del fuoco di via Turati, unico presidio istituzionale in una zona per il resto priva di punti di riferimento, il senso di abbandono sarebbe assoluto. «Non ci sono più servizi per il pubblico e anche spostarsi verso il centro della città, per un pensionato privo di mezzi, è diventato sempre più difficile - spiega un residente - Le corse dei pullman sono sempre meno numerose, addirittura al sabato ce n'è una sola, e nessuna la domenica. Quindi se ci serve qualcosa nel fine settimana, dobbiamo per forza cercare un passaggio in auto. Anche perché qui non c'è più niente, resistonoo solo due negozietti. Non ci sono nemmeno posti per ritrovarci tra noi anziani, a eccezione dell'unico del bar». Fino a pochi mesi fa, i locali erano due, entrambi in via Turati, ma uno nel frattempo ha cessato l'attività. Saracinesche abbassate anche per la tabaccheria, anche se sembra che entro aprile dovrebbe riaprire con un'altra gestione. A San Vittore manca pure una farmacia: «Io sono malato - racconta un avventore del bar - e ho bisogno di molti medicinali. Qui purtroppo non abbiamo la farmacia: almeno arrivasse una parafarmacia, alcuni prodotti potremmo acquistarli lì». «Non ci si può sorprendere se in giro non c'è praticamente nessuno, perchè in effetti non c'è motivo per uscire - spiega la titolare del "Fornaio del villaggio"- Io non mi posso lamentare per il mio negozio, ma molti dei miei clienti vengono da altre zone di Voghera: sono persone che si spostano con l'auto e che vengono qui a compraree i prodotti da forno. Ma chi abita qui, specie gli anziani, cerca di organizzarsi: preferiscono i supermercati o i discount, dove con una sola spesa riescono ad acquistare tutto ciò di cui hanno bisogno. D'altronde, oltre al mio negozio, c'è solo un piccolo spaccio alimentare.Situazione non è migliore per i giovani, che pagano la manutenzione carente delle poche strutture sportive: «Il campetto di via Turati non è pulito - racconta una mamma - e quando mio figlio ci va a giocare torna sempre molto sporco: non solo si trova immondizia gettata a terra, dentro e fuori il campo, ma spesso ci sono anche deiezioni di cani in mezzo all'erba». Anche l'area destinata ai più piccoli, il parco di via D'Azeglio, suscita il disappunto degli abitanti: non ha una recinzione che permetta di lasciar giocare in tranquillità i bambini, se non un muretto di cemento sul lato confinante con la strada principale, ha giochi datati sulla cui affidabilità qualcuno nutre dei dubbi, e un impianto di illuminazione datato. Va un po' meglio al campo da calcio principale, della cui gestione si occupa Gisella Dallera: «Cerchiamo di tenerlo in ordine, malgrado la carenza di fondi. - spiega - Ad esempio sto aspettando a far tagliare l'erba per non dover fare un nuovo intervento in primavera. Comunque il nostro quartiere è molto trascurato, anche nella zona delle case popolari. E poi alla sera girano facce poco rassicuranti, per cui non esce più nessuno». In tema di sicurezza, una lagnanza riguarda la scarsa illuminazione delle zone pubbliche: «L'area del campetto sportivo non ha che un faro, ma non lo vediamo quasi mai acceso. E anche la stradina a fianco, che porta al cortile del centro sportivo, è del tutto buia. D'inverno le donne che escono con buio e devono percorrere decine di metri nell'oscurità prima di arrivare in via Turati, hanno paura».Alessio Alfretti