Nuovo polo oncologico bloccato dal Tar

di Anna GhezziwPAVIAI lavori per la realizzazione del polo oncologico al San Matteo sono bloccati da una battaglia di ricorsi al Tar cominciata nello scorso settembre e non ancora finita. La bolognese Nbi Spa del gruppo Astaldi, esclusa dalla gara, ha fatto ricorso al Tar impugnando l'esclusione dalla gara. Il Tar le ha dato ragione concedendo la sospensiva e stabilendo che dovrà essere riammessa. Infrastrutture Lombarde, che gestisce l'appalto per conto della Regione, ha fatto appello al Consiglio di Stato. I tempi del verdetto sono incerti. E intanto tutto resta fermo da settembre, mentre i 700 giorni di lavori previsti scorrono inesorabilmente. La gara da oltre 23 milioni di euro era stata bandita da Infrastrutture lombarde il 23 marzo 2016, avevano partecipato sette concorrenti e il 16 settembre c'era stata l'aggiudicazione provvisoria alle imprese cremonesi Paolo Beltrami e Sicrea per la parte lavori e Ati Project per la parte progettuale. Le opere riguardavano la ristrutturazione parziale del padiglione 7 per accogliere le attività del Simt per la lavorazione degli emocomponenti e per ospitare la banca criogenica, la ristrutturazione parziale del padiglione 30 ex Infettivi per realizzare un poliambulatorio, il recupero del padiglione 10 (ex Cardiologia) per realizzare un polo oncoematologico e la realizzazione di un nuovo centro di radioterapia. «La ditta Nbi - spiega Guido Bonomelli, direttore generale di Infrastrutture lombarde - è stata esclusa perché nella busta che doveva contenere l'offerta tecnica aveva incluso anche il cronoprogramma dei lavori, anticipando i contenuti e la riduzione dei tempi di lavorazione che dovevano essere invece contenuti nella busta contenente l'offerta economica». Un semplice formalismo? «Le gare d'appalto hanno regole ferre - afferma Bonomelli - i partecipanti devono preparare una busta amministrativa, una busta tecnica e quella dell'offerta economica che contiene lo sconto e la proposta di riduzione dei tempi dei lavori e viene aperta per ultima, solo dopo aver giudicato il progetto sulla base dei requisiti tecnici, per non influenzare il verdetto. Il codice degli appalti prevede l'esclusione in caso di infrazione ma il Consiglio di Stato a giugno 2016 per la prima volta ha stabilito che una ditta esclusa per questa ragione andava riammessa alla gara. Quindi la ditta esclusa dalla gara per il San Matteo ha presentato il ricorso al Tar, il Tar ha concesso la sospensiva e deciso nel merito il 12 gennaio scorso, stabilendo che la Nbi andava riammessa alla gara. Ma a dicembre 2016 un'altra sentenza, su un caso simile, ha confermato l'esclusione». Ilspa a questo punto non ha potuto fare altro che che rimettersi al consiglio di Stato, cui, comunque, ha fatto ricorso anche la ditta che rischia di vedersi scalzata: «Se non avessimo presentato l'appello - spiega Bonomelli - sarebbe stata la Beltrami a presentare un altro ricorso e i tempi si sarebbero allungati ulteriormente». La ditta vincitrice si è aggiudicata la gara da 23 milioni di euro con uno sconto del 20% sull'importo e del 30% sui tempi, ma la busta dell'offerta economica della ditta esclusa non è mai stata aperta. «Abbiamo chiesto un'udienza il prima possibile - spiega Bonomelli - i lavori dovevano partire già a settembre. Per noi l'importante è che si chiariscano le cose». «Tutto questo per noi comporta un allungamento dei tempi - commenta il direttore generale del San Matteo Nunzio Del Sorbo -. Se il ricorso di Infrastrutture lombarde sarà accolto dal consiglio di Stato avremo perso solo alcuni mesi. In caso contrario speriamo che non significhi dover rifare la gara da capo».