Aree per i cani, le undici regole

LACCHIARELLAAntonella Violi firma un'ordinanza per disciplinare l'utilizzo delle aree cani. È il tentativo di un giro di vite, con ripercussioni anche sulle tasche di chi contravviene ad elementari norme di civiltà e buona educazione. Le segnalazioni e le lamentele dei cittadini in materia di abbandono delle deiezioni canine sul suolo pubblico, non si contano ma c'è di più. «La presenza di cani nelle suddette aree- si legge nell'ordinanza- sta comportando alcuni conflitti tra gli utilizzatori delle medesime, sfocianti spesso in episodi di intolleranza con ripercussioni sulla corretta convivenza tra uomo e animali e sulla tutela della salute pubblica e dell'ambiente». Una situazione a rischio che potrebbe diventare fuori controllo e che nell'ottica dell'amministrazione ha reso indifferibile un documento che riporti alcune regole di condotta. Undici norme in tutto: i cani possono essere lasciati liberi da guinzaglio purché sotto il controllo dell'accompagnatore; ogni conduttore è responsabile del proprio cane e per evitare eventuali conflitti non gestibili in sicurezza, ciascun accompagnatore dovrà valutare l'opportunità di accedere e permanere col proprio cane in base agli altri cani già presenti. Nel caso di cani con problemi comportamentali, devono essere adottati, museruola o guinzaglio, si può portare nelle aree solo cani microchippati e registrati; devono essere rispettati gli orari di accesso (dalle ore 6.00 alle ore 22.00 da ottobre a marzo e dalle ore 6.00 alle ore 23.30 da aprile al settembre). E' vietato portare cani privi di protezione contro ectoparassiti quali pulci e zecche, nonché femmine in momenti particolari per evitare conflitti fra maschi. Vietato gettare a terra rifiuti e introdurre sedie, panchine, brandine ed altri attrezzi per giocare con gli animali.