Petrolio finito nel terreno Lorena: «Va salvata la falda»

PARONA L'eccesso di idrocarburi nel terreno preoccupa l'amministrazione comunale di Parona. È il sindaco Marco Lorena a spiegare come gli effetti dello sversamento di petrolio, verificatosi in seguito a un furto all'oleodotto della Sarpom, non siano ancora cessati.Il furto è stato messo a segno nelle campagne tra Albonese e Parona. «Hanno cercato di rubare - spiega il primo cittadino Marco Lorena - e hanno inquinato il terreno. La terra è stata rimossa subito, ma ha rilasciato nelle zone attorno degli idrocarburi, che stanno percolando a valle, proprio verso la falda acquifera, che si trova in direzione Mortara». Al momento sia il sindaco sia i documenti mandati dall'azienda stessa al Comune, all'Arpa e alla Provincia, garantiscono che non c'è stata contaminazione delle acque, ma nei mesi prossimi sarà richiesto un ulteriore intervento per evitare che il petrolio inquini la falda. «Sono stati messi dei pozzi piziometrici - continua Lorena - che pescano a una certa profondità e misurano le sostanze che si trovano nei terreni. A fine dicembre si è verificata questa migrazione degli idorcarburi, che è stata più veloce di quello che si prevedeva. Ora dobbiamo fare un lavoro di pompaggio con idrovore e con il carbone attivo per depurare i terreni. Bisogna procedere entro marzo, perché con l'arrivo dell'acqua dai monti la falda si alza e c'è allora il reale rischio di intaccare le acque».L'amministrazione comunale ha già mosso i propri passi e preso contatto con l'azienda. «Si sono resi disponibili a intervenire - spiega Lorena - e noi stiamo valutando se procedere con un'ordinanza per accelerare il più possibile il processo di pulizia e rimozione degli idrocarburi, dal momento che ci si trova in una situazione piuttosto delicata per quanto riguarda l'ambiente, non solo del territorio di Parona». Andrea Ballone