Lacrime e palloncini per l'addio a Giulia

VIGEVANO Per il quinto anno consecutivo, l'associazione "Il Carnevale di Vigevano" proporrà animazioni e l'immancabile sfilata dei carri allegorici. Il primo appuntamento sarà giovedì 23 quando, dalle 21 in Cavallerizza, si terrà una serata danzante a cura dell'Auser. Sabato 25 ci sarà la cena in maschera organizzata in Cavallerizza (ingresso da via Rocca Vecchia), dalle 20. Per informazioni chiamare il numero 338.8247802. Il 26 ed il 28 febbraio l'appuntamento è con i carri allegorici che, dalle 14, sfileranno per le strade cittadine facendo capolino in Piazza Ducale. In caso di maltempo la sfilata verrà posticipata al 5 marzo. I pomeriggi di domenica 26 e martedì 28 saranno animati dagli spettacoli di danza di alcune scuole di ballo vigevanesi, oltre che da musiche, giochi e trucca bimbi. Il 26, in Cavallerizza, ci sarà anche la festa dedicata ai bambini, con premiazioni per le mascherine più belle. «I commercianti del centro - ha detto Angelo Argenton dell'associazione - avrebbero potuto acquistare, a 10 euro l'una, le maschere realizzate qualche anno fa. Il ricavato sarebbe stato reinvestito per creare altri carri».VIGEVANO «Potremmo parlare per ore e ore di te, del tuo sorriso e della tua vitalità. Ciao amore». Con queste parole, ieri mattina, la mamma Maria ha salutato per l'ultima volta la sua Giulia, la ragazza vigevanese strappata all'affetto di parenti e amici a solo 16 anni dalla leucemia. Alla parrocchia di Strada Fogliano Inferiore, ieri mattina sono arrivati a centinaia con il volto segnato dalle lacrime: i parenti, gli amici, i compagni di scuola e le compagne di squadra della Pallavolo Florens. Presenti anche i colleghi del padre, Salvatore Urso, che lavora come responsabile del magazzino dell'industria meccano-calzaturiera Atom, in via Morosini. Ieri mattina l'azienda è rimasta chiusa per lutto, così da permettere a tutti i dipendenti di seguire il funerale della figlia del collega. «Il destino a volte si fa crudele e beffardo - ha detto don Stefano Targa, che ha celebrato il funerale - proprio quando pensavamo e cominciavamo ad intravedere la luce in fondo al tunnel, è arrivata questa mazzata. Ho ricevuto la telefonata in cui mi si annunciava che ormai non c'era più niente da fare proprio mentre stavo leggendo la notizia di un altro ragazzo, il 16enne che per aver fumato qualche grammo di hashish ha perso la testa e si è gettato dalla finestra suicidandosi. Ho accostato questi due ragazzi, la nostra Giulia che ha combattuto per un anno e mezzo contro questa malattia, aggrappandosi con tutte le forze alla vita, anche in preda alla disperazione, anche quando non c'è la faceva più, e l'altro ragazzo che in un attimo perde la testa e butta via la vita. La storia di questi due ragazzi non può finire così. Ogni storia di sofferenza e dolore, ogni pianto ed ogni lacrima, non possono finire così: l'ultima parola deve per forza essere di speranza e di pace. Mi dispiace per i compagni che non possono entrare in chiesa, essendo molto piccola, ma Giulia ha voluto che questo momento fosse celebrato qui, dove si è preparata per i sacramenti insieme ad altri coetanei. Ha fatto qui tutto il suo percorso tra sorrisi e lacrime: abbiamo attraversato insieme tutte le fasi della sua vita. Carissima Giulia, sei così giovane eppure hai vissuto l'esperienza più grande della fede, l'ultima, la più alta, quella che ti fa sentire anche abbandonata da Dio. Adesso Giulia ti chiediamo di aiutare noi, che stiamo passando attraverso l'esperienza della tua perdita e ci sentiamo abbandonati: facci forza ora che sei nella pienezza della luce e della pace. Facci sentire che sei in pace: ai tuoi genitori, a tua sorella Paola, ai tuoi cari ai tuoi compagni e amici. Sii per noi luce, speranza e conforto». «Ciao Giulia - ha aggiunto Matteo Loria, preside del Castoldi, dove Giulia frequentava la terza superiore ad indirizzo turistico - io ho avuto la possibilità di incontrarti solo due volte, eri già malata ma ho visto con quanta caparbietà ti stavi battendo per continuare a vivere. Qui ci sono tutte le compagne di scuola che, come me, vogliono salutarti ancora una volta». Fuori dalla piccola chiesetta, oltre al gonfalone dell'istituto Castoldi e alle docenti di Giulia, c'erano anche i suoi compagni di classe, che hanno liberato, davanti al feretro bianco, dei palloncini bianchi e blu ai quali avevano attaccato un bigliettino con un pensiero per la compagna. Selvaggia Bovani©RIPRODUZIONE RISERVATA