Senza Titolo
di Fiammetta CupellarowROMA«Era un ragazzo educatissimo, senza problemi. Era appena all'inizio, si faceva le prime canne. Bisognerebbe legalizzare le droghe leggere. Qui a Chiavari e a Lavagna di fumo ce n'è tantissimo. Ci siamo chiesti perché abbia fatto quel gesto. Non gli sarebbe successo niente. Magari in famiglia non c'erano rapporti buoni», intervistato da Repubblica, un amico del sedicenne che, trovato con qualche grammo di hashish, si è tolto la vita mentre la Guardia di finanza perquisiva la sua stanza, racconta chi era l'adolescente che con il suo gesto ha lasciato aperti molti interrogativi e polemiche. Al centro del dibattito non solo la questione della legalizzazione delle droghe leggere, ma soprattutto sulla difficoltà dei genitori di affrontare la questione "spinelli".«Ti devi poter fidare di tua madre». Tra gli adolescenti sta facendo soprattutto discutere la decisione presa dalla madre del ragazzo di Lavagna che quella mattina si è presentata alla Guardia di finanza denunciando il figlio. Sospettando che davanti scuola girasse droga, aveva sollecitato controlli. «È stata lei a chiamarci perché dopo innumerevoli tentativi di convincere il figlio a smettere di farsi spinelli, non sapeva più cosa fare - ha raccontato Renzo Nisi, comandante della Guardia di finanza di Genova - così abbiamo organizzato un servizio e siamo andati lì». Ed è proprio davanti scuola che i militari gli trovano marijuana nelle tasche. Una volta accompagnato a casa, il ragazzino consegna volontariamente altri dieci grammi di hashish. Poi mentre tre finanzieri perquisiscono la cameretta lui s'infila in un'altra stanza e si lancia nel vuoto. E ieri gli amici del ragazzo non tutti erano solidali con i suoi genitori che, durante il funerale, avevano difeso la scelta disperata di far intervenire le forze dell'ordine e denunciare il figlio. Ed è proprio uno dei suoi compagni di scuola a rispondere alla madre del ragazzo suicida per 10 grammi di hashish. «I controlli ci sono da parte delle forze dell'ordine, forse troppi - poi lancia quasi un appello ai mamma e papà - un figlio comunque deve potersi fidare della propria madre. Si deve fidare, ci si può parlare, ma se ti portano gli sbirri in casa è una cosa bruttissima».Le procure dei Minori, i servizi sociali e nelle scuole. Il suicidio del sedicenne durante la perquisizione ha scioccato non solo genitori e ragazzi, ma anche le forze dell'ordine. A volte ci sono situazioni troppo delicate nelle quali rispettare la procedura forse non basta. Il dibattito percorre soprattutto le procure. Così il procuratore della Repubblica di Genova ha proposto di affiancare uno psicologo durante le perquisizioni come quella di lunedì, dove non solo erano disperati i genitori, ma evidentemente anche il loro figlio. Alcuni suoi colleghi la pensano però diversamente. Tra loro, il procuratore dei Minori di Bologna, Silvia Marzocchi: «Non credo sia una via percorribile. Mancano i fondi e poi visto che bisognerebbe nominarli prima della perquisizione, i tempi si allungherebbero», spiega. «Non conosco la storia della famiglia di Lavagna e se avesse già intrapreso tutti i percorsi possibili - precisa - ma bisogna ricordare ai genitori che si trovano in difficoltà che prima di arrivare alle forze dell'ordine ci sono servizi a cui rivolgersi. Come lo "sportello di assistenza psicologica" presente in ogni scuola oppure i servizi sociali. E poi ci sono le procure di minori. Siamo pochi e dobbiamo fronteggiare i tagli, ma se una madre disperata chiede aiuto ad un magistrato dei minori, trova sicuramente la nostra disponibilità ad un confronto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA