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Potrebbero essere vicine ad una svolta le due indagini aperte dopo il suicidio della 31enne di Mugnano di Napoli che il 13 settembre scorso si è tolta la vita dopo la diffusione in rete, a sua insaputa, di alcuni video hard che la ritraevano. I carabinieri della sezione cyber-crime del comando provinciale di Napoli sono riusciti a sbloccare l'iPhone della ragazza e ad estrapolare file audio risalenti alle ore precedenti alla morte. «Ci aspettiamo sviluppi importanti», ha spiegato il procuratore di Napoli Nord Francesco Greco, che coordina le indagini per il reato di istigazione al suicidio. «Alcune settimane fa - prosegue Greco - avevamo deciso di non dar seguito alla rogatoria internazionale da inviare all'autorità americana per costringere la Apple a sbloccare l'iPhone della ragazza, perché avrebbe allungato i tempi. Grazie ai carabinieri siamo riusciti ad aggirare l'ostacolo. Eravamo già entrati in possesso del backup dei messaggi dell'iPhone, ma risaliva a momenti molto precedenti alla sua morte. Lo avevamo sequestrato al consulente informatico Mirko Rivola incaricato proprio da lei nella causa civile intentata contro i siti che avevano pubblicato i video. Ora potremmo avere un quadro completo delle sue ultime ore di vita». Gli inquirenti sentiranno amici e conoscenti con cui la ragazza potrebbe aver scambiato messaggi prima di morire. Due le indagini aperte: per diffamazione, in cui sono indagati i quattro destinatari dei video hard, scattata dalla denuncia presentata dalla ragazza dopo essersi accorta che quei video, inviati ad un gruppo su WhatsApp che presumeva chiuso, avevano fatto il giro del web. La seconda, per calunnia. Lo sblocco dell'iPhone potrebbe rivelare il segreto dei suoi ultimi istanti di vita.