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wPAVIA C'è chi è arrivato da poco, ma anche chi lavora in tribunale da 20 anni. «Ci sono anche tanti avvocati che hanno lasciato la professione per fare gli onorari a tempo pieno - spiega uno dei vice procuratori onorari di Pavia -. Ma per il Governo non siamo né carne e né pesce. Siamo considerati dipendenti statali ai fini fiscali, ma non abbiamo le stesse tutele di un dipendente pubblico. Quindi niente ferie, malattia, maternità e naturalmente niente pensione». Ieri mattina, in tribunale, c'era già aria di mobilitazione. I vice procuratori onorari, in particolare, sono quelli che sentono di più il peso del precariato, perché sono i magistrati più impegnati nei processi penali, che in tribunale a Pavia si celebrano tutti i giorni ad esclusione del sabato. Ma qual è la loro condizione? I magistrati precari, vice procuratori e giudici onorari, non sono magistrati ordinari, perché non hanno vinto il concorso in magistratura (vengono reclutati attraverso un concorso per titoli). Oggi devono essere per forza avvocati, ma in passato bastava la laurea in Giurisprudenza. Hanno di fatto le stesse responsabilità di un giudice togato, a cominciare dalla possibilità di prendere decisioni ed emettere sentenze, ma hanno un sistema diverso di retribuzione e tutele.La malattia non è pagata e neppure durante la sospensione feriale, quando non ci sono le udienze, ricevono alcuna retribuzione. Lo stesso vale per il periodo natalizio o pasquale. Lo stipendio, garantito dal Ministero, è calcolato sul numero di udienze (che dovrebbero essere in media due a settimana, ma spesso sono di più). Il loro incarico viene rinnovato ogni anno, ma non ci sono limiti per il rinnovo. Nonostante le condizioni, tanti avvocati, a causa della crisi, scelgono questa professione a quella della tutela legale. (m. fio.)