Pavia, prova di forza nonostante l’arbitro

PAVIA A Lazzate il Pavia era atteso da una prova di maturità e il pareggio finale lo è stato perché non era facile gestire per un'ora una gara in inferiorità numerica contro un avversario in grandissima forma e che dopo mezz'ora si è trovato nelle migliori condizioni per cercare una vittoria per allungare la propria striscia vincente. L'espulsione di Serafini al 36' poteva far saltare i nervi agli azzurri in una gara diventata nervosa anche per una direzione non all'altezza da parte del direttore di gara, Bracconi di Brescia, il cui metro di giudizio non è stato uniforme. Se il cartellino rosso nei confronti del giovane esterno offensivo azzurro è sembrato eccessivo, un paio di interventi decisi di alcuni giocatori dell'Ardor, già ammoniti, non sono stati puniti da cartellini che ne avrebbero sancito un rientro in anticipo negli spogliatoi. E poi nell'ultima parte di gara un contropiede del Pavia con Mangiarotti palla al piede è stato fermato senza concedere la norma del vantaggio, per ammonire, invece, un difensore del Lazzate. Il pensiero comune nello spogliatoio azzurro è quindi di soddisfazione per la prova ma con tante recriminazioni per non aver potuto giocarsi in parità numerica una gara importante come quella di domenica. «Contenti per risultato finale perché maturato dopo una partita giocata in dieci contro undici contro un ottimo avversario, ma con un'espulsione discutibile subita dopo mezz'ora di gioco – sottolinea Alessandro Troiano – purtroppo l'arbitro ci ha innervosito. Oltre a quella decisione sbagliata ha dimostrato di non essere all'altezza della categoria. Non riuscivamo ad avere un dialogo con lui, nemmeno chiedendo educatamente spiegazioni. Poi non c'era un solo metro di giudizio – continua il centrocampista di origine napoletana arrivato nel mercato di dicembre dalla Lavagnese – ci ha fermati nel finale in un azione di contropiede dove in superiorità numerica stavamo puntando a rete per ammonire un loro giocatore, cosa che poteva fare anche dopo lasciando proseguire». Era facile perdere i nervi o non ragionare commettendo errori, che non ci sono stati. «Proprio per questo ribadisco che è stata una prova di grande compattezza dei vari reparti anche con l'uomo in meno – sottolinea Troiano – l'ennesima dimostrazione della forza del gruppo e del lavoro che facciamo ogni settimana per migliorarci curando tutti i dettagli. Anche per questo, se mai ne avessimo bisogno, torniamo da Lazzate con aumentata consapevolezza nei nostri mezzi. E pronti a preparare il prossimo impegno con la stesa forza e determinazione». Ormai a due mesi dal suo arrivo a Pavia il centrocampista sceso dalla serie D ha visto un Pavia crescere ed è stato parte di questo cammino. Non è un caso che da sei gare intere non subisca un gol, complessivamente da 615 minuti. «In fase difensiva ci siamo migliorati tanto, ma dobbiamo continuare a farlo – spiega Troiano – non prendere gol, concedere poco agli avversari è frutto del lavoro di tutti a partire dagli attaccanti che stanno dando una grande mano a centrocampo e difesa. I risultati ne sono la prova». Enrico Venni