«Undici ostetriche lasciate per strada»
di Denis Artioli wVIGEVANO L'Ostetricia dell'ospedale è salva, ma le vittime sacrificali dell'unificazione del punto nascite a Vigevano per ora sono undici ostetriche e una puericultrice della clinica Beato Matteo che, «dal primo febbraio sono sospese dal lavoro e senza retribuzione». E' la denuncia del segretario provinciale della Cisl Funzione pubblica, Domenico Mogavino. Dall'inizio del mese, infatti, è stato chiuso il reparto di Ostetricia e Ginecologia della clinica e solo una parte dei dipendenti considerata in esubero è stata ricollocata all'interno dell'azienda. «La Beato Matteo ritiene chiusa la fase del tentativo di conciliazione a livello aziendale – sottolinea Mogavino – La prima fase di trattativa poteva durare 45 giorni, invece è durata dal 2 al 30 gennaio e si è chiusa prima del termine possibile: speravamo di poter avere altro tempo per formulare nuove proposte che porteremo in Regione, nella seconda fase di trattativa». Per la Beato Matteo, dice Mogavino, la procedura aziendale si è chiusa con «il ricollocamento delle cinque Oss (operatrici socio sanitarie) e di tre ostetriche: due reimpiegate come infermiere e una come Oss, perché aveva già il diploma e ha accettato il demansionamento. Inoltre, c'erano due ginecologhe a tempo indeterminato che sono state assunte dall'Asst (l'ex azienda ospedaliera) e due ginecologhe libere professioniste, che sono andate sempre all'Asst. Prendiamo atto dell'indisponibilità della Beato Matteo a ricollocare le altre undici ostetriche e la puericultrice». Mogavino sottolinea la condizione difficile e delicata delle dodici donne che non sanno quale sarà il loro futuro: «Le ostetriche hanno tutte fra i 30 e i 40 anni di età, mentre la puericultrice ne ha 49. Tra di loro ci sono persone separate, con figli, o con il marito che ha un lavoro precario, e spese da sostenere tra cui le rate del mutuo. Erano lavoratrici dipendenti di un'azienda sana, con un reparto di Ostetricia che funzionava bene e mai avrebbero pensato, fino a pochi mesi fa, di ritrovarsi a casa senza lavoro e senza stipendio, dopo avere dato tantissimo all'azienda». I vertici dell'istituto di cura Beato Matteo replicano: «Alla presenza di tutte le sigle sindacali coinvolte è stato firmato il verbale in cui le parti dichiarano "regolarmente esperita e conclusa, seppur con esito parzialmente negativo, la presente fase aziendale dell'esame congiunto". A questo punto l'azienda, come previsto nel verbale, ha già dato comunicazione alle autorità e agli uffici competenti per la prosecuzione del confronto in fase amministrativa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA