Antifascisti indagati parte la raccolta fondi
PAVIA Subito un conto corrente e un sito internet per lanciare il crowdfunding, poi concerti, eventi, incontri pubblici. La Rete Antifascista di Pavia lancia (domani sera alle 21 al Sottovento in via Siro Comi la prima iniziativa) una raccolta di fondi per finanziare le spese legarli dei manifestanti indagati dopo le manganellate in Strada Nuova della sera del 5 novembre. Spese legali, per il momento, solo teoriche: il gruppo di antifascisti che stava manifestando contro la sfilata dei camerati per ricordare Emanuele Zilli, infatti, sono soltanto indagati e quindi non è detto che vengano rinviati a giudizio. Le accuse per le 50 persone che hanno ricevuto un avviso di avvio delle indagini, in ogni caso, sono pesanti: vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale fino all'istigazione a delinquere e a trasgredire alle leggi. «Comunque vada a finire questa vicenda, la raccolta di fondi per le spese legali ha prima di tutto un significato politico – taglia corto Mauro Vanetti della Rete Antifascista –. Tutti quelli che la sera del 5 dicembre erano in strada a manifestare contro un'iniziativa fascista condividono, e vogliono condividere, le vicende di chi è stato indagato. In qualche caso anche dopo aver preso le manganellate». La serata dell'avvio ufficiale della raccolta fondi non è stata scelta a caso: per domani sera, infatti, l'associazione di destra "Recordari" ha organizzato in piazza Italia (alle 21 davanti alla sede dell'amministrazione provinciale) una fiaccolata per ricordare i morti nelle foibe a ridosso del 10 febbraio che, dal 2004, è il giorno della memoria per le vittime delle vendette del dopoguerra in Istria. «Si tratta evidentemente di una manifestazione provocatoria – commenta Vanetti – ma per affrontare la vicenda delle foibe da un punto di vista storico, organizziamo per il giorno successivo, giovedì, un incontro in università con gli storici Piero Purini e Federico Tenza Montini».