Referendum per il bus n. 3 consultazione più vicina

di Fabrizio Merli w PAVIA Il referendum per decidere sulla viabilità in corso Cavour è un poco più vicino. Almeno dal punto di vista burocratico. Un gruppo di cittadini di Pavia Est e il consigliere comunale d'opposizione Rodolfo Faldini (gruppo misto) avevano chiesto di demandare ai cittadini la scelta se, effettivamente, tenere ancora il corso chiuso alla linea 3 dei bus, come deciso dalla giunta, o riaprirla al traffico dei mezzi pubblici. Uno degli ostacoli che era sorto riguardava il fatto che il referendum consultivo è previsto nello statuto del Comune che, tuttavia, rinvìa a un regolamento che risale al 1989. Può sembrare una questione di lana caprina, ma il regolamento è importante perchè detta i tempi e i modi attraverso i quali organizzare la consultazione. È, insomma, il "libretto delle istruzioni" del referendum e il fatto che risalga al 1989 non è esattamente una garanzia. Questo aspetto della vicenda era stato posto in evidenza dal segretario generale del Comune, Carmelo Fontana. Così il consigliere Faldini si è messo al lavoro e, tra Natale e ieri, ha scritto due proposte di delibera che modificano la materia e che, in ogni caso, adesso dovranno passare attraverso una commissione comunale e il Consiglio. «Le delibere – spiega Faldini – intervengono sia sul regolamento del 1989 che sullo statuto del Comune. Grazie al segretario generale e agli uffici, ho "limato" quelle che erano le incongruenze. Ad esempio, nella precedente formulazione si prevedeva che il quesito referendario dovesse passare attraverso un comitato di garanti, composto da persone esperte in diritto e il difensore civico. Ma la figura del difensore civico non esiste più, mentre, al contrario, il comitato dei garanti non c'è ancora. Poi, riguardo alla quantità di firme da raccogliere per chiedere l'indizione del referendum, si parlava di un migliaio di firme, mentre nelle nuove delibere è stato fissato un minimo del 5 per cento del corpo elettorale e un massimo dell'8 per cento: tradotto in cifre, significa da 3mila a 5 mila firme. Poi è stato introdotto un gettone per il comitato dei garanti, equiparandolo a quanto percepiscono oggi i consiglieri comunali ed è stata disciplinata l'attività di raccolta firme. Sono soddisfatto anche perchè, oltre alla questione della linea 3 che ci sta a cuore, il nuovo regolamento per i referendum potrà essere utilizzato ogni volta che si riterrà necessario interpellare direttamente i cittadini». Le due delibere, come detto, dovranno affrontare ora i passaggi istituzionali in commissione e Consiglio. Solo con il regolamento approvato, i promotori del referendum potranno iniziare a raccogliere le firme necessarie a chiedere la convocazione della consultazione. Con un minimo fissato a 3mila adesioni.