Raggi resiste: «Grillo è con me»
di Gabriella Cerami wROMA Virginia Raggi va avanti, nonostante le polemiche sulle due polizze vita stipulate per «motivi affettivi» in suo favore da Salvatore Romeo, divenuto ad agosto scorso capo della segreteria del Campidoglio con uno stipendio triplicato. «Ho la fiducia del Movimento, ho anche sentito Beppe Grillo» ha detto il sindaco di Roma ospite di "Bersaglio mobile" su La7. Niente dimissioni, quindi, anche se «non posso dire di non averci pensato, in questi mesi». Il leader M5S e Davide Casaleggio blindano così il primo cittadino e mettono a tacere chi, nel Movimento 5 Stelle, l' ha attaccata per la vicenda delle polizze che va a sommarsi alle accuse di abuso d'ufficio e falso nell'ambito dell'inchiesta che riguarda le nomine capitoline. Ancora una volta Grillo ha chiesto agli ortodossi di non intervenire e di lasciare parlare il sindaco, che infatti va in tv dopo essere stata preparata da Rocco Casalino, punto di raccordo tra i vertici del Movimento e Roma. «Tra i 5Stelle alcuni sono contro di me? Ci sono persone che ti amano e persone che ti amano meno, facciamocene una ragione e andiamo avanti» ironizza Raggi, che millanta serenità e con una battuta aggiunge: «Beppe Grillo ha detto che farà polizze per tutti». Dopo il diktat del leader, infatti, nessuno parla ufficialmente né tra i pragmatici né tra gli ortodossi. Questi ultimi che, fino a poche ore prima delle indicazioni arrivate da Grillo, invocavano il giudizio della rete, adesso sulla storia della polizza, sempre a taccuini chiusi, tendono a sminuire. È quello che ha chiesto loro espressamente il leader del M5s, che condivide sul suo blog la nota in cui il sindaco dice che fino a due giorni fa non era a conoscenza delle polizze assicurative. Stessa linea difensiva utilizzata in tv, dove il sindaco risponde alle domande di Enrico Mentana su La7. «A Romeo chiederò perché non mi ha avvertito, non averlo saputo è stata una cosa spiacevole. E quando lo vedrò - dice Raggi - gli chiederò di cambiare il beneficiario della polizza perché solo l'idea di questa polizza, che si riscuote alla morte di chi la fa, mi mette ansia». Poi racconta di aver conosciuto l'ex capo della segreteria nel 2013: «Lui ci ha aiutato tantissimo quando eravamo consiglieri di opposizione. Nel tempo si è consolidato il rapporto con tutti e quattro del gruppo, si è consolidata un'amicizia, lui ci ha presentato Raffaele Marra, poi era mortificato per averlo fatto. Ma Marra in qualche modo ci ha fatto capire come funzionava la macchina del Comune». Sta di fatto che dopo l'interrogatorio fiume sul caso Marra e le rivelazioni sulle polizze vita, ieri a Palazzo Senatorio è trascorsa un'altra giornata campale. Nel bel mezzo arrivano anche le parole di Romeo, che si difende dicendo che le polizze «non hanno nulla a che vedere con il Movimento, né tantomeno sono state aperte a favore di suoi esponenti in modo da favorire Virginia Raggi piuttosto che un altro candidato alle primarie. Grave e non vera è la tesi secondo cui sarei un tesoriere occulto o un prestanome». Poco dopo Raggi aggiunge: «Credo che Romeo abbia commesso una grande leggerezza, voglio vederci la buona fede». Poi chiede: «Basta gossip. Non ho ricevuto un solo euro dalle polizze». E Romeo: «Voglio chiarire che non c'è stata e non c'è alcuna relazione fra me e Virginia Raggi». La procura fa sapere che le polizze per l'allora aspirante sindaca - una da 30 mila euro del gennaio 2016 e priva di scadenza, l'altra da 3.000 euro con scadenza 2019 - non hanno rilevanza penale «in quanto non emergerebbe un'utilità corruttiva». Anche Romeo conferma di averle stipulate senza dirglielo: «Per una grande stima e amicizia nei suoi confronti». Ma i pm vogliono comunque capire se ci fossero motivazioni diverse da quelle indicate dal titolare. E anche i vertici del Movimento, prima di agire, aspettano che la giustizia si pronunci, con buona pace dei grillini "duri e puri". ©RIPRODUZIONE RISERVATA