Quattro coltelli nel frigo Allarme al supercarcere
di Paolo Fizzarotti wVOGHERA Quattro coltelli «fatti in casa», con materiale di recupero: ma non per questo meno letali se utilizzati dalle mani «giuste». E sicuramente i detenuti della sezione di alta sicurezza del carcere di Voghera sono persone che sanno come si maneggiano certe armi. E' accaduto all'interno della casa circondariale di via Prati Nuovi a Voghera: per la precisione nella sezione AS1. Questa sezione accoglie tra l'altro i detenuti appartenenti alla criminalità organizzata di tipo mafioso (nei cui confronti sia venuto meno il decreto di applicazione del 41 bis) e individui che sono stati considerati elementi di spicco e punti di riferimento delle organizzazioni criminali di provenienza. L'altra notte gli agenti della polizia penitenziaria hanno chiuso i vari varchi di accesso e hanno perquisito celle e spazi comuni, alla ricerca di «qualcosa»: è probabile che avessero ricevuto una «soffiata» da parte di qualcuno dei detenuti. La ricerca non è durata molto. In uno dei frigoriferi a disposizione dei detenuti (non nelle celle, ma negli spazi comuni) gli agenti hanno trovato alcuni coltelli di fattura rudimentale ma efficace: costruiti «in proprio» da qualche detenuto, per scopi ancora tutti da stabilire. I quattro coltelli (ma c'è chi dice che fossero cinque) erano completi. Il manico era di legno, recuperato tagliando qualche altro manufatto. Sul manico era inserita una lama di metallo, anche quella ricavata artigianalmente: ma abbastanza affilata e a punta, tanto da poter provocare gravi ferite. I coltelli sono stati sequestrati, e sono state avviate le indagini per stabilire a chi appartenevano, chi li aveva costruiti, in che modo sia stato possibile costruire coltelli in un carcere senza che nessuno se ne accorgesse: e soprattutto che cosa voleva farsene il proprietario di quelle armi improvvisate. «I detenuti - spiegano dalla casa circondariale - a Voghera come altrove hanno la possibilità di cucinare. Non perchè qui si mangi male: lo fanno per mangiare qualcosa di particolare. Quindi possono fare la spesa, comprando su ordinazione le vettovaglie che gli occorrono. I frigoriferi sistemati negli spazi comuni servono a questo. Non sono chiusi a chiave e sono accessibili a tutti i detenuti di quell'area: impossibile sapere chi ha messo cosa, e quando». I coltelli potevano servire a «regolamenti di conti» fra detenuti: ma potevano anche costituire una minaccia per gli agenti della polizia penitenziaria. «I fatti dimostrano che la casa circondariale di Voghera è ormai proiettata verso un triste destino - afferma Gianluigi Madonia, segretario lombardo della Uil PA polizia peenitenziaria - Tutte le denunce fatte in questi mesi hanno trovato solo immobilismo e silenzio. Nel frattempo, però, anche i recenti rinvenimenti, durante una perquisizione straordinaria, dicono che le nostre preoccupazioni sulla gestione dell'istituto sono fondate. Come se tutto ciò non bastasse, oggi assistiamo anche ad un vero e proprio scempio nella distribuzione e gestione del servizio. L'analisi del servizio programmato a febbraio ci induce a pensare che anche l'aspetto dei turni serali e notturni è lasciato ormai al caso. C'è chi si trova a fare due notturni in 4 giorni. La programmazione dei riposi durante i festivi non rispetta gli accordi sindacali regionali (è concessa solo una domenica al mese). In assenza di interventi urgenti ed autorevoli, dare il via a tutte le forme di protesta sindacale».