Reperibilità diurna, medici in rivolta

Lo storico primario di Oculistica, all'ospedale di Voghera, Aldo Tafi (foto) va in pensione. Asst Pavia ha affidato alla dottoressa Ida Maria Voglini l'incarico di responsabile facente funzioni dell'unità operativa di Oculistica dell'ospedale civile di Voghera. La decisione è stata assunta, appunto, in seguito alla cessazione dal servizio del dottor Tafi, primario del reparto per oltre 17 anni, dal settembre 1999. Il dottor Tafi, in ogni caso manterrà, pro tempore, un rapporto di stretta collaborazione con la sala operatoria e con l'attività ambulatoriale per garantire la continuità operativa del reparto. La dottoressa Voglini, già responsabile della struttura semplice di Fluoroangiografia e Laser all'ospedale civile di Voghera, è stata dirigente medico di primo livello all'Asl di Aosta. Lavora in corsia dal 1997, e ha la capacità gestionale relativa alla titolarità di una struttura semplice dal 2000, vanta un'autonomia chirurgica e casistica operatoria completa e numericamente cospicua. Voglini ha partecipato a numerosi congressi e corsi di oftalmologia ed ha all'attivo diverse pubblicazioni su riviste specialistiche.di Donatella Zorzetto wVOGHERA All'incontro tra medici e Asst il banco è saltato. L'incontro, tenuto l'altro pomeriggio, si è bloccato sul meccanismo della "reperibilità diurna", che la direzione dell'Azienda ha chiesto di rinnovare per il secondo anno consecutivo, ma che una parte dei sindacati, Anao, Aroi, Cisl e Uil, hanno rifiutato. Un no fermo, che ha portato i rappresentanti dei medici, ad abbandonare il tavolo della trattativa e a chiedere un prossimo faccia a faccia con il direttore generale di Asst Michele Brait. «In caso contrario – ha spiegato Michele Autelli, rappresentante della Uil medici – andremo in prefettura». Dal canto suo Brait ha dichiarato ampia disponibilità: «Il tavolo è aperto – ha detto –, e non ci sono problemi ad affrontare questo ed altri argomenti». La proposta della reperibilità diurna è divenuta operativa lo scorso anno con il consenso degli stessi medici. Se non dovesse passare di nuovo rischierebbe di bloccare l'intero progetto di riorganizzazione proposta da Asst per gli ospedali del territorio, perchè senza reperibilità diurna verrebbe a mancare personale in tutti i servizi: secondo una prima stima servirebbero almeno cinquanta dipendenti in più tra medici e dirigenti sanitari. La riorganizzazione ospedaliera riguarda le Chirurgie, ma anche l'avvio dell'Unità operativa centralizzata di endoscopia digestiva, nonchè le emergenze e urgenze. Un piano che l'Azienda ha già presentato ai sindaci dei Comuni interessati e che, stando alle previsioni, dovrebbe decollare nei prossimi mesi rimodulando le équipe chirurgiche e servizi d'emergenza nei piccoli ospedali. «Non accetteremo mai la reperibilità diurna perchè è ammessa solo quella notturna, che copre le fasce orarie comprese tra le 20 e le 8, oltre alle 24 ore nei giorni festivi – spiega Autelli –. Non la accettiamo a tutela della salute dei pazienti. E poi si tratta di una servizio che deve essere garantito dai contratti, cosa che ora invece non è». «L'accordo sulla reperibilità diurna l'abbiamo firmato l'anno scorso per consentire al Poas (Piano di organizzazione aziendale strategica) di decollare, ma ora non siamo più disposti ad confermarlo perchè il contratto lo vieta – prosegue il rappresentante della Uil medici –. La reperibilità, ripeto, è consentita solo di notte e nei giorni festivi, e noi vogliamo rispetto della norma contrattuale per garantire la tutela dei pazienti. Per farlo è necessario che ci consentano di lavorare in sicurezza». In gioco c'è l'aumento degli organici, soluzione senza la quale non sarà possibile dare corso al piano di riorganizzazione degli ospedali del territorio: servirebbero circa 50 tra medici e dirigenti sanitari». Autelli ha rotto trattativa con Asst a nome di Anao, Aroi, Cisl e Uil: «Ho interrotto l'incontro chiedendo un faccia a faccia con il direttore generale Brait – conclude –. Se ciò non sarà possibile ci rivolgeremo alla prefettura».