M5S, base e ortodossi in subbuglio

ROMA La notizia arriva come una doccia gelata sul un Movimento che ha provato in tutti i modi a continuare a sostenere la sindaca di Roma dalle inchieste che la stanno travolgendo. Ma la nuova «tegola» delle polizze di Romeo intestate come beneficiari a Virginia Raggi ed altri esponenti del Movimento aggiunge imbarazzo ad imbarazzo. E nessuno al momento se la sente di prefigurare una via d'uscita al "cul de sac" in cui la sindaca pare caduta. Tra i parlamentari prevale lo sconforto, anche di quelli che apertamente hanno criticato l'operato della Raggi. «Mi sento - sospira qualcuno - come una Cassandra», la profetessa che inascoltata prediceva la distruzione di Troia. E la questione che fa più paura non è tanto la conferma del legame stretto che lega tra di loro il "raggio magico", quanto il timore - ipotizza qualche pentastellato - che dietro queste polizze possa nascondersi un tentativo di occultare in qualche modo la tracciabilità di denaro. Dallo stato maggiore del Movimento non arrivano commenti: si attende e si «reclama» una presa di posizione ufficiale sul blog che tuttavia non arriverà almeno sino a quando la Raggi non potrà chiarire, finito il lunghissimo interrogatorio. Ma le ipotesi già circolate in passato di anticipare gli esiti delle inchieste con una sospensione della sindaca dal Movimento e sempre smentite, tornano ad affacciarsi. Il modello da seguire potrebbe essere quello di Pizzarotti, rimasto in carica senza il simbolo del Movimento. È invece la base dei pentastellati a manifestare l'allarme. La pagina Fb della sindaca è bombardata da commenti, sia in difesa sia in attacco della Raggi: «Ormai siamo al capolinea», «Resisti», «Dimettiti», «Non mollare!» la sintesi degli interventi. Ed anche sul blog di Grillo, pur in assenza di un post sulla vicenda, gli iscritti si scatenano in commenti.