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Il dibattito Bellezza di Pavia e declino del S. Matteo nEgr. Direttore, qualche mese fa, sulle colonne del nostro quotidiano, l'illuminato Mino Milani ha lanciato una provocazione parlando delle bellezze di Pavia, ma come sempre accade in questa città le sue parole sono cadute nel vuoto avvolte dalla nebbia. Quando una città, come del resto una famiglia, riceve un'eredità dal passato, riesce a mantenerla soltanto preservandola e facendone buon uso. Dobbiamo domandarci se, nel tempo, questo è avvenuto per Pavia. La risposta non è facile e lo stesso preservare non lo è meno. La storia recente ce lo ricorda: quando nell'ultimo dopo guerra si trattò di avviare la ricostruzione della nostra città, lo si fece non solo sotto l'urgenza di fare in fretta, ma anche senza aver avuto modo di prevedere cosa essa sarebbe divenuta. Infatti chi poteva prevedere che in breve Pavia avrebbe cessato di essere città industriale e avrebbe perso, causa errori di programmazione politica, le sue fabbriche e le sue migliaia di operai? Pavia ha conservato tuttavia, malgrado le manomissioni a volte gravissime, gran parte della sua storica bellezza; ma oggi deve essere fermissima nel respingere certe suggestioni: c'è da restaurare e da abbattere, non da costruire. Per fare un esempio vorrei citare una zona che potrebbe essere il biglietto da visita della nostra Pavia e che invece, a causa di incapacità e incuria amministrativa, è luogo di abbandono e degrado. Per chi entra in città da Est, ecco far breccia come presentazione di Pavia un vecchio gasometro abbandonato, una strada in pratica di terra battuta, una piscina disastrata, baracche e un piazzale popolato ogni tanto da galline: Piazzale Europa. In esso sinistramente troneggia il cosiddetto Palazzo Esposizioni che da tempo espone soltanto vecchiume e incuria. Più oltre lungo il fiume ecco un altro simile monumento: l'Idroscalo. Storia raccontata, scordata, ripresa e discussa da mezzo secolo: inutilmente. Già come rudere è discutibile. E le varie amministrazioni succedutesi al governo della città cosa hanno proposto? Il nulla. Però a Pavia ci sono altre due realtà che in Europa da sole hanno saputo bastare alla fama e alla ricchezza di città più o meno come la nostra. Si tratta naturalmente dell'Università e del San Matteo, e se della prima ha parlato con saggezza e autorità il magnifico Rettore, della seconda mi pare non si sia udita nessuna voce rassicurante, e quelle che corrono non possono non destare qualche preoccupazione. E' triste, ma è inutile negare che il nostro Ospedale non ha più il prestigio di un tempo, malgrado le importanti figure professionali che ancora in esso vi lavorano, e che le previsioni sul suo immediato futuro non sono pari alle speranze di sviluppo. Un ridimensionamento pare già in atto; esso non dipende esclusivamente da Pavia, ma dal suo possibile declino però sarebbe solo Pavia a esserne duramente colpita. dott. Davide Pasotti Pavia ZINASCO Il nostro ricordo di Angelino Borra nAl tuo funerale tanti personaggi famosi hanno ricordato le tue "imprese straordinarie" legate al mondo della radio e dello spettacolo. Anche noi, però, semplici amici di Bombardone, vorremmo salutarti con queste poche righe. Vogliamo ricordare con affetto e nostalgia gli anni di gioventù che abbiamo condiviso qui nella nostra piccola comunità alla quale eri molto legato. Tu. il più estroso, quello che guardava sempre avanti... ciao Angelino! Sei stato e sarai sempre uno di noi. Anna Vailati e gli amici di Bombardone Zinasco DIALETTO Il segreto bancario nIntanta che lur i fan pansa e sacocia / con i vitalisi da mille e una notte / dopu vè fai finta da lavurà / par ses mes / a num i s'han preparà / un pès d'april / grev me un sac ad gèra. Ca cambia al mond / indè ca suma sempar stai / Altar che al matrimoni tra om! / Gh'è pu al segreto bancari / E nesun disa gnent / Ne i banc, ne i sindacati / ne chi lè ca cumanda. Par ca vaga ben insì / No parchè a guma / un quai cos da scond / Sat voeu aggh'abbia la gent ca lavura? / Ma sensa dit gnent, è rivà al Grande Fratello / cal sa anca sat vè dal savatin / e quanda, e indè e sat gh'è dai. So no se dì / Meno male aggh'è pu mè mama / a cla disiva nanca a sla ciapava ad pension / Altar che savè i so interès! / Ma intanta un quai dun / a mèta i danè a Panama / E alura? Gaetano Respizzi Pavia