Amianto e mesotelioma il S. Matteo cerca sponsor
di Anna Ghezzi wPAVIA Di amianto si continua a morire, per il mesotelioma non c'è una cura. Al San Matteo si cerca una terapia contro questo tumore che ogni anno chiede alla provincia di Pavia un altissimo tributo di sangue e il 16 febbraio parte la campagna di finanziamento dal basso per portare avanti il progetto "Insieme contro il mesotelioma. Nanotecnologie all'attacco del tumore". Chi vorrà potrà contribuire, anche con un piccolo contributo, su Universitiamo, la piattaforma dell'università attraverso cui sui possono sostenere con donazioni progetti e attività di ricerca scientifica. Il mesotelioma pleurico maligno è una neoplasia per la quale ad oggi non esistono terapie efficaci. La sopravvivenza dopo la diagnosi va dai 9 ai 17 mesi. Ci sono circa mille nuovi casi all'anno, ma il picco è lontano: la tendenza all'aumento dei casi proseguirà almeno fino al 2020 dato che l'amianto, la cui correlazione con l'insorgenza del mesotelioma è chiaramente accertata, è stato prodotto fino all'inizio degli anni Novanta a Broni. Per il progetto che punta a trovare una terapia contro il mesotelioma grazie all'impiego di nanoparticelle che trasportino il farmaco chemioterapico direttamente sulle cellule tumorali serviranno 30mila euro. «Il reparto di Pneumologia – spiega Federica Meloni, coordinatrice del progetto e responsabile del Laboratorio di ricerca di pneumologia del San Matteo - è un centro di riferimento per il trattamento e lo studio di questa patologia. In collaborazione con un gruppo di esperti chimici di Milano Bicocca abbiamo messo a punto una nuova piccolissima particella in grado di incorporare i farmaci chemioterapici e di colpire in modo selettivo ed efficace le cellule tumorali del mesotelioma. Questo nuovo approccio terapeutico prevede che le nanoparticelle vengano introdotte direttamente nella pleura e che riconoscano come bersaglio solo le cellule neoplastiche, permettendo così di ridurre la tossicità dei farmaci sugli altri organi e di portare direttamente nelle cellule tumorali più farmaci contemporaneamente». Con Meloni saranno impegnati Giulia Stella, pneumologa; Simona Inghilleri ed Emanuela Cova, biologhe; Davide Piloni, dottorando di ricerca in Medicina. Studi condotti in provetta nel laboratorio del San Matteo sulle linee cellulari del mesotelioma hanno dimostrato che l'utilizzo di queste nanoparticelle è efficace nel ridurre la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali. «Dobbiamo proseguire le nostre ricerche - spiega Meloni - per individuare la miscela di farmaci più efficace e le modalità di somministrazione per poter realizzare un trattamento che dia speranza ai pazienti affetti da mesotelioma». L'obiettivo massimo della raccolta fondi è 30mila euro: 10mila per la produzione di nanoparticelle, altrettanti per l'acquisto di reagenti per i test di laboratorio e altri 10mila per la realizzazione di studi preliminari di efficacia in vivo.