Intesa-Generali, trattative in corso
di Andrea Di Stefano wMILANO Nessun Consiglio d'amministrazione straordinario di Intesa Sanpaolo, mentre oggi è convocato un Cda non preventivato di Unicredit che all'ordine del giorno non ha però il caso Generali, ma un'anticipazione dell'avvio dell'aumento di capitale da 13 miliardi. Per Intesa Sanpaolo il dossier Generali è destinato a essere completato a breve, forse già entro la settimana, sia che si proceda con l'offerta pubblica di scambio sia che si rinvii il tema in attesa di costruire il consenso necessario. L'ad Carlo Messina insieme ai suoi più stretti collaboratori e agli advisor (Ubs e studio Pedersoli) sta sondando, in modo assolutamente riservato, alcuni dei grandi soci di Generali per capire se, e a quali condizioni, un'offerta pubblica di scambio potrebbe andare in porto. Il punto di equilibrio sembra essere per un'offerta di scambio di azioni Generali valutate almeno 17€, il che comporterebbe un consistente aumento di capitale per Intesa per corrispondere la parte cash. Chi l'aumento l'ha già varato, per rispettare entro marzo i parametri Bce, è il consiglio di Unicredit che oggi dovrebbe riunirsi per anticipare i tempi dell'operazione così da poter aprire formalmente l'offerta lunedì 6 febbraio e chiuderla venerdì 24. Certo in Borsa la scorsa settimana sotto i riflettori ha pesato: in positivo per Generali (+11,52%) e il suo principale socio Mediobanca (+4,58%) mentre ha depresso Intesa Sanpaolo (si temono riflessi negativi dall'operazione di aggregazione, -8,25%) e ha influenzato poco Unicredit (azionista di piazzetta Cuccia) che ha segnato un +2,46%. Ma il fronte bancario non si esaurisce con la vicenda Intesa-Generali. Oggi in commissione Finanze al Senato si vota sugli emendamenti al dl Mps che si chiuderanno mercoledì per andare l'indomani in Aula mentre nella stessa giornata è atteso il voto sulla commissione parlamentare d'inchiesta. Martedì si riuniranno i Cda di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca per fare il punto sul progetto di fusione, la cui predisposizione è oggetto di colloqui con la Bce. Le due banche venete potrebbero approvare un primo schema di fusione, con un affinamento delle stime sul fabbisogno di capitale che si potrebbe generare dalla svalutazione e scorporo dei crediti deteriorati. Sul tema dei crediti non performanti è intervenuto con forza il governatore di Bankitalia sottolineando che la vendita in blocco degli Npl è dannosa per il sistema. La premessa è che c'è fretta, ma non per tutti considerato che «gran parte delle sofferenze fa capo a banche in buone condizioni finanziarie che - dice Visco - non hanno necessità di cederle subito sul mercato». Visco ha ricordato che nel decennio 2006-2015 i tassi di recupero delle sofferenze per le banche sono stati del 43%, in linea coi valori registrati nei bilanci, ma nel biennio 2014-15 sono scesi al 35%. Sul calo hanno influito le cessioni in blocco ad «acquirenti oligopolistici», che fruttano un tasso di recupero di solo il 23%, a fronte del 47% di posizioni chiuse in via ordinaria. L'obbligo di cedere in fretta e in blocco gli Npl fa guadagnare alcuni soggetti (chiamati da molti operatori "avvoltoi") e danneggia le banche e i loro azionisti: perciò secondo Visco la normativa europea va rivista in un'ottica di sistema. ©RIPRODUZIONE RISERVATA