Disastro palasport, l’architetto se ne va

VIGEVANO Ha visto le condizioni del palasport e ha gettato la spugna. L'architetto indicato dal Comune per le verifiche dirette a far ottenere alla struttura l'agibilità definitiva ha rinunciato all'incarico. L'opera faraonica che sorge tra le vie Gravellona e Piccolini sembra quindi destinata a rappresentare un monumento alla provvisorietà. Pur essendo stata inaugurata nel 2010, infatti, la struttura (realizzata congiuntamente da Comune e Provincia e costata oltre 13 milioni) ha ancora un'agibilità provvisoria. Per ovviare a questo inconveniente il Comune aveva deciso di cercare un progettista specializzato nelle pratiche di prevenzione incendi, in modo da concludere positivamente la Segnalazione certificata di inizio attività (la cosiddetta Scia) e ottenere finalmente un'apertura definitiva. Per ogni spettacolo, infatti, l'agibilità è firmata con un atto dal sindaco Sala sulla propria responsabilità. A fine novembre il progettista venne individuato in Umberto Villani, con studio a Seregno. Un mese dopo, a fine dicembre, Villani ha deciso di andarsene. Con una nota ha segnalato al Comune «l'impossibilità – sono parole della determina che prende atto della risoluzione della collaborazione – di proseguire nell'incarico assegnato, a seguito delle criticità riscontrate nel corso dei sopralluoghi». La stessa determina indica chiaramente quali siano i problemi rilevati. Alcuni fattori sono tipicamente amministrativi («insufficienza della documentazione di supporto alla pratica Scia»; altri sembrano riconducibili a problemi di costruzione come le «difformità e difetti riscontrati negli elementi e nelle strutture di separazione tra i compartimenti della struttura» e «difformità relative all'organizzazione dei percorsi d'esodo e delle uscite di sicurezza, rispetto a quanto previsto nella pratica di prevenzione incendi autorizzata dal Comando provinciale dei vigili del fuoco». Nel palasport sono presenti "spazi sicuri" che «non sono idoneamente areati» e altri locali "ad uso deposito" che sono utilizzati «pur non risultando dotati di idonea aerazione». A preoccupare maggiormente, se non altro per il costo di sistemazione, è la vasca di riserva idrica che ha presentato difformità rispetto alle «prescrizioni riportate nella relazione di accompagnamento del progetto di prevenzione incendi autorizzato». In presenza di tutti questi problemi Villani ha rinunciato all'incarico e a buona parte degli emolumenti, incassando 900 euro invece dei previsti 4.057. L'assessore ai Lavori Pubblici Valeria Fabris ieri ha preferito non rilasciare dichiarazioni sul caso in attesa di acquisire ulteriori informazioni. Oliviero Dellerba