«Ha picchiato mio figlio davanti a me»
VIGEVANO Una mamma denuncia: «Quella maestra ha picchiato mio figlio davanti a me». Sulla vicenda della maestra della materna vigevanese che maltratterebbe gli alunni arriva una nuova, drammatica testimonianza. «Mio figlio andava alla Pistoja Mastronardi ed era alunno di quella maestra: è stato trasferito dalla vecchia dirigente alla velocità della luce, perché lei lo aveva picchiato davanti ai miei occhi». A parlare è Palmira Rosciano, mamma di un bimbo che oggi ha 6 anni e frequenta le elementari. L'episodio risale al settembre 2015, quando suo figlio era alunno dell'insegnante della Pistoja Mastronardi, la scuola dove dove sabato qualcuno ha scritto sul muro che lì c'è una maesta che «picchia i bambini» «Deve andarsene»: chiude il messaggio murale. «Ricordo quel giorno - prosegue la mamma - era il 29 settembre e avevo portato dei baci di dama all'asilo per festeggiare l'onomastico. Finita la festa era avanzata una scatola di biscotti e mio figlio, piangendo, mi aveva chiesto di portarli a casa. Dato che non avrei fatto in tempo a passare in negozio a prenderne un'altra scatola, chiesi alla maestra se poteva darmi quei biscotti, perché mio figlio ci teneva. Lei lo prese per un braccio lo strattonò a sé e cominciò a sgridarlo dicendogli che lui era un uomo e non doveva piangere. Io non ci ho più visto, ho presofiglio e siamo andati di corsa dalla dirigente. Non prima di aver segnalato la cosa alla Polizia, perché ora cominciavo a credere ai racconti del mio bimbo: aveva sempre dei lividi sui polsi e mi diceva che la maestra lo picchiava». Nessuno ha raccolto quella segnalazione? «La preside, nel 2015 era Margherita Panza - prosegue Rosciano - trasferì mio figlio nel giro di un'ora. Mi chiese di non proseguire con una denuncia vera e propria. Io mi concentrai su mio figlio: nel corso dell'anno ci fu un'occasione di incontro tra i vari plessi della città. Lui passò la giornata attaccato alla maestra per paura di incontrare la vecchia insegnante». «Altri genitori – prosegue la mamma – sia l'anno scorso che quest'anno si sono rivolti alle forze dell'ordine, ma la risposta è sempre stata una: una denuncia sola non era sufficiente, bisognava stare attenti a quello che si diceva e la soluzione migliore era fare una lettera al Provveditore. E così è stato fatto, ma leggendo le dichiarazioni di questi giorni ci stupiamo che la maestra sia ancora lì. A scuola qualcuno che sa c'è, ma nessuno parla perché ha paura delle conseguenze. Ed è ovvio che molti bambini siano rimasti in quella struttura: è una materna statale, quindi la meno cara. Forse il Provveditore dovrebbe dare un occhio alle lista d'attesa , ed ai costi delle materne comunali e private per capire come mai non tutti i bambini sono riusciti a cambiare scuola». Selvaggia Bovani