«Non si smaltiscono fanghi pericolosi»

PARONA Niente fanghi e controlli serrati sulla Intals. L'amministrazione comunale di Parona ha avviato (in seguito a un'ispezione dell'Arpa che aveva rilevato alcune inadempienze) una serie di controlli sulle procedure di sicurezza e antinquinamento della fonderia paronese. Nel quadro di questi controlli rientra anche l'aver bocciato la richiesta, presentata da parte dell'azienda, di smaltire due tipologie di fanghi. «Nel 2015 – spiega il sindaco Marco Lorena – avevano chiesto di bruciare i fanghi, ma nell'autorizzazione arrivata a fine dicembre i fanghi di lavorazione metallici non ci sono. L'unica richiesta della società che è stata accettata riguarda alcune frazioni di metallo che emergono dal fondo di fusione. Potranno, cioè, riciclare quello che in gergo tecnico è definito "colaticcio". La richiesta risale al 2015, quando ci eravamo opposti anche all'apertura di un nuovo forno che fu autorizzata dall'amministrazione provinciale». Riguardo alla ditta che da anni è al centro di polemiche l'amministrazione spiega: «La posizione del Comune era quella di spingere l'Intals a mettersi a posto il più possibile. L'amministrazione è impegnata con la Provincia e l'Arpa a far rispettare un crono-programma di lavori che la ditta si è impegnata a fare entro il 2018. Stiamo cercando di migliorare l'impatto ambientale con questa società che è la seconda fonderia d'Italia. Abbiamo già in programma la prossima riunione di verifica che è prevista nei locali dell'Intals il 2 febbraio e discuteremo con i dirigenti. Stiamo cercando di impostare una collaborazione partita proprio quando, in seguito a un'ispezione dell'Arpa,erano emerse tempo fa alcune inadempienze che vanno sanate». Sulla questione c'è la massima disponibilità dell'Intals stessa che chiarisce anche come a Parona non verranno smaltiti i fanghi. Spiegano, infatti, all'Intals in un comunicato: «Due codici Cer, inerenti a "fanghi di lavorazione, contenenti sostanze pericolose" di natura metallica" e "fanghi metallici, fanghi di rettifica, affilatura e lappatura, contenenti oli" erano stati chiesti da noi a ottobre, in via preventiva, in seguito ad alcune note pubblicate dal ministero per l'ambiente, clima e settore energetico di Baden-Wurttemberg, ma tale richiesta era stata poi annullata da noi, in comune accordo, in sede di conferenza di servizi». Andrea Ballone