Wine point dimenticato, la grana amianto
MONTESCANO «Va bene salvare il Wine point, ma non dimentichiamoci dell'amianto presente su tutta la struttura». La minoranza consiliare di Montescano torna sul tema del futuro del punto vendita della cantina "La Versa", escluso dal bando di vendita, e lancia l'allarme per la presenza delle lastre di amianto sulla copertura dell'edificio che, fino al 1995, ha ospitato la sede delle cantine Riunite. «Le lastre si stanno deteriorando e costituiscono un pericolo per la salute pubblica – attacca il consigliere Lorena Boldura -. Non capisco come mai il sindaco si interessi solo di salvare il Wine point e non parli di questo grave problema». L'opposizione punta il dito anche sul degrado dell'area circostante il punto vendita e della rotatoria che ospita la struttura di Carlo Mo (il bottiglione): «Grazie al nostro interessamento con la passata amministrazione della cantina, il verde era stato sistemato e la zona era un bellissimo biglietto da visita per il nostro paese – aggiunge Boldura -. Ora, invece, versa in condizioni fatiscenti e il sindaco non fa nulla per garantire almeno un po' di decoro». La questione dello smaltimento dell'amianto resta comunque prioritaria, anche se l'auspicio della minoranza è che, alla fine, il Wine point rimanga a Montescano: «Insieme al negozietto sulla strada rappresenta il fulcro dell'attività commerciale del paese – conclude Boldura -. E' giusto che rimanga, ma il sindaco doveva attivarsi tempo fa ». La prossima settimana il primo cittadino Enrica Brega, incontrerà il curatore fallimentare per fare il punto della situazione. Il problema amianto sarà una delle grane del nuovo proprietario di "La Versa", visto che anche nel sito produttivo di Santa Maria ci sono 4 mila metri quadrati di lastre da bonificare; per rendere più appetibile l'area per il futuro acquirente il sindaco Ordali ha proposto un piano di smaltimento pluriennale delle coperture. Oliviero Maggi