Case di riposo, i dirigenti bocciano le telecamere
MEDE I dirigenti delle case di riposo lomelline sono tiepidi di fronte al disegno di legge regionale che stanzia un contributo per installare telecamere per scoprire gli eventuali maltrattamenti nelle strutture che ospitano anziani. Il Pirellone non obbligherà le strutture a dotarsi di un sistema di videosorveglianza interno, ma stanzierà tre milioni di euro l'anno per il triennio 2017-2019. Stefano Leva è il presidente della fondazione Istituzioni Riunite di Mede, che ospita 130 anziani. «In linea di massima – dice – non sono contrario agli strumenti che tutelano gli ospiti, ma in questo caso sono scettico. Un progetto simile ci verrebbe a costare centinaia di migliaia di euro, visto che abbiamo 60 camere da letto e 20 sale da pranzo, senza contare corridoi, cucine e bagni. C'è il rischio che, per pagare le videocamere, la fondazione debba aumentare la retta degli ospiti: una prospettiva che non mi vede favorevole». Sulla stessa lunghezza d'onda Carlo Alberto Torazza, presidente della fondazione Pio Istituto Adelina Nigra di Sartirana, che può ospitare fino a 75 anziani. «Non conosco bene la legge – spiega – ma direi che ci sono due punti di vista contrastanti: da un lato vedo di buon grado tutto ciò che tutela gli ospiti, dall'altro va tutelata la privacy di anziani, operatori e di chi frequenta la struttura. Comunque, non mi meraviglierei se il costo fosse in larga parte a carico nostro». Nemmeno nella limitrofa Breme la fondazione "Don Ferrandi", che gestisce la casa di riposo da 29 posti letto, sembra voler chiedere i contributi regionali. «Visto che il disegno di legge non prevede l'obbligatorietà – dice il direttore Peppino Moro – noi non installeremo videocamere all'interno della struttura, sia perché abbiamo grande fiducia nel personale sia perché la disposizione della casa di riposo, su un solo piano, consente un controllo completo dei locali». Pollice verso anche a Candia, dove si trova la casa di riposo comunale "I Gigli", accreditata per 22 posti letto. «Non abbiamo mai avuto problemi – spiega il sindaco Stefano Tonetti – La cooperativa Anteo di Biella, che gestisce la struttura, e il Comune hanno affrontato le difficoltà in armonia». Cautela a Ferrera Erbognone, dove si trova il Centro assistenziale per anziani di piazza Giordano Bruno (20 ospiti e due posti di sollievo). «Dopo l'approvazione del disegno di legge valuteremo il da farsi», dice il vice sindaco Paolo Sala. Umberto De Agostino