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ROMA A quasi cinque mesi dalla prima scossa le popolazioni del Centro Italia sono ripiombate nell'incubo del terremoto. E sono in tanti tra i sindaci e i cittadini del cratere - prostrati da giorni per l'emergenza meteo - a sbottare e a chiedere l'intervento dell'esercito. E pronta è arrivata la risposta: a neanche due ore dalla prima scossa il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha chiesto di rafforzare l'impegno delle nostre forze armate. Il testimone è quindi passato nelle mani del ministro della Difesa, Roberta Pinotti, che ha predisposto un rafforzamento del Genio chiamato a convergere sulle zone terremotate in queste ore provenendo dal nord e dal sud. Già a caldo il premier da Berlino aveva sottolineato la necessità di «garantire la massima presenza e prossimità dello Stato nei luoghi colpiti dal sisma». Una risposta al coro di lamentele e richieste di aiuto lanciate dai sindaci di territori ormai in ginocchio. «Abbiamo frazioni isolate con due metri di neve», è stato ieri il nuovo appello del sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi. «Servono turbine, pale gommate con catene e personale per rimuovere alberi e rami che ostruiscono le strade coperte». Esasperato anche il sindaco di Camerino (Macerata), Gianluca Pasqui: «Ho chiesto e sollecitato con una lettera alla Soi di Macerata e al Dicomac l'intervento dell'esercito, ma non ho ottenuto risposta. Stamattina ho chiesto al Comando provinciale dei vigili del fuoco di informarmi sulle operazioni messe in atto dopo le scosse del terremoto e non solo non ho avuto risposta, ma ho dovuto chiamare i carabinieri perché la lettera venisse presa in consegna». Tra i tanti che hanno invocato l'intervento di Gentiloni anche il sindaco di Penne (Pescara) Mario Semproni, che ha chiesto «l'intervento dell'esercito e della Protezione civile Nazionale» «perché siamo senza luce e riscaldamento da 48 ore e abbiamo problemi con l'ospedale e i dializzati, insomma siamo stremati». Stremati come tutti gli abitanti del cratere assediato dalla scosse e dal gelo. «Abbiamo bisogno che ci vengano ad aiutare, io da solo non ce la faccio», prega il sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli, che ha sollecitato l'intervento dell'esercito «per l'emergenza neve che ha messo la città in ginocchio». Al coro di proteste si è aggiunto il presidente dell'Anci Antonio Decaro, che ha invitato chi di dovere a dare «una risposta istituzionale eccezionale e immediata»; quindi, «così come richiesto dai Sindaci delle aree interessate rivolgo al governo una sollecitazione a inviare l'esercito nei luoghi colpiti nei tempi più celeri possibili». Il governo nel frattempo prosegue nella sua corsa contro il tempo: il ministro Pinotti, che già a ridosso della prima scossa ha seguito l'evolversi della situazione nella Sala Operativa dell'esercito, ha reso noto di aver dato alla Protezione civile «la massima disponibilità di mezzi e uomini, in particolare sono stati mobilitati anche i raggruppamenti del Genio di stanza al Sud, a Foggia e a Caserta, e quelli di Bologna». Ma in generale, ha chiarito, «stiamo rafforzando l'impegno dell'esercito nei luoghi del centro Italia già colpiti dal terremoto e ora interessati da nuove scosse».