Campane a morto, arriva la volante

di Adriano Agatti wPAVIA Le campane hanno suonato a morto per quasi un'ora ininterrottamente. Un tempo decisamente inconsueto e alcuni fedeli di San Lanfranco si sono incuriositi e preoccupati: hanno chiamato e sono andati in parrocchia. In pochi minuti il mistero è stato chiarito. L'addetto al funzionamento delle campane ha deciso di ricordare così, in modo autonomo, la morte di uno zio avvenuta qualche tempo fa. In parrocchia è anche intervenuta la polizia perchè sembra ci sia anche stato un titigio tra due collaboratori di don Emilio Carrera proprio per le campane che suonavano a morto. La vicenda non avrà conseguenze giudiziarie perchè lo stesso sacerdote ha assicurato gli agenti che parlerà lui stesso con i diretti interessati. L'incredibile vicenda, che sembra uscita dalla trama del film Il marchese del Grillo con Alberto Sordi, è avvenuta martedì pomeriggio a San Lanfranco. Un giovane che ha l'incarico di programmare il funzionamento delle campane della basilica ha deciso di farle suonare a morto senza che ci fosse un motivo preciso legato all'attività in parrocchia. Nessuno glielo aveva ordinato. Lo aveva già fatto nei giorni scorsi e sembra fosse stato già ripreso. Ma la recente morte dello zio, al quale era molto affezionato, era troppo importante per non riprovarci. E così le campane della parrocchia di San Lanfrancoa si sono messe di nuovo a suonare a morto. E non smettevano più. I rintocchi sono proseguiti per quasi un'ora sino a quando qualcuno non ha chiamato la parrocchia. A questo punto un'altra aiutante del parroco è andata ad avvisare il «collega» di smetterla una volta per tutte. E lui non l'ha presa bene. Ed è iniziata una discussione molto accesa tra i due. Qualcuno ha anche chiesto l'intervento della polizia. E così, a San Lanfranco, sono intervenuti gli agenti della squadra volante. I poliziotti hanno riportato la calma e hanno chiesto spiegazioni di quelle campane a morto che continuavano a suonare. Non erano nemmno in programma funerali. Il giovane ha spiegato che era solo un modo particolare per ricordare la morte dello zio. Gli agenti lo hanno identificato insieme all'altra collaboratrice parrocchiale. E, nel frattempo, è rientrato il responsabile. Don Emilio Carrera con grande diplomazia ha riportato la calma e la vicenda è finita lì. «Non è successo nulla di grave – spiega il parroco – quel ragazzo ha fatto quel gesto in fin di bene per ricordare lo zio. Noi lo abbiamo apprezzato ma adesso basta. Gli ho parlato e lui ha capito».